In Italia le donne con un profilo elevato in campo finanziario sono ancora poche rispetto agli altri Stati, tuttavia la situazione sta lentamente cambiando. Secondo uno studio Candriam, Ipsos e l’Associazione del Private Banking, nel nostro Paese sono circa 60 mila le donne con un patrimonio di almeno 250 mila euro, un numero nettamente inferiore a quello degli uomini, tuttavia gli esponenti di genere femminile hanno un approccio verso gli investimenti e il money management completamente diverso in confronto all’altro genere.

Nel dettaglio, in base a quanto emerso dal report, le donne spesso ottengono risultati migliori rispetto agli uomini, prendono decisioni più consapevoli basate sulla condivisione e inoltre sono anche più pragmatiche. In particolare, la sicurezza del capitale è un requisito fondamentale per le donne, mentre tra gli uomini assume un ruolo secondario. Dopodiché, c’è grande attenzione alla ricerca di rendimenti socialmente responsabili con un impatto sull’economia reale, oppure agli investimenti ESG selezionando società quotate con un business etico e sostenibile dal punto di vista ambientale.

Secondo un’indagine realizzata dal broker eToro, sarebbe in aumento anche il numero di donne che investono online in criptovalute, con un incremento delle operazioni su Bitcoin e Ethereum registrato all’interno della piattaforma multi-asset nell’ultimo anno. In base a quanto riportato dal Financial Times, nel 2020 le trader clienti del broker israeliano sarebbero incrementate del 366%, un fenomeno che secondo i professionisti del portale InvestinGoal sarebbe stato incoraggiato da una serie di condizioni favorevoli, come il deposito minimo basso e zero commissioni su azioni e ETF (https://investingoal.it/deposito-minimo-etoro/).

Gli investimenti delle donne: problematiche e opportunità

 

Il gap tra uomini e donne è ancora piuttosto accentuato, soprattutto per una serie di problematiche come salari più bassi a parità di occupazione, una rappresentanza inferiore nei ruoli dirigenziali e una presenza ridotta in settori essenziali come quello finanziario. Secondo il Boston Consulting Group le donne possiedono oltre il 30% della ricchezza mondiale, un valore in costante crescita negli ultimi anni, ad ogni modo non sono attive come gli uomini negli investimenti, una situazione che aumenta il divario di genere.

Tuttavia, nelle nuove generazioni qualcosa sta iniziando a cambiare, infatti tra le giovani donne è molto più forte la consapevolezza in merito all’importanza di investire parte del proprio reddito. Oggi questo fenomeno è favorito dal maggiore accesso al mondo del lavoro da parte delle donne, le quali spesso sono più preparate e qualificate rispetto agli uomini, riuscendo a guadagnare somme più alte che agevolano gli investimenti. Allo stesso tempo, stanno sorgendo progetti specifici per supportare le donne in ambito finanziario, il più delle volte gestiti direttamente da altre donne come Her First $100K, sito web in cui viene insegnata l’educazione finanziaria alle donne che vogliono imparare a gestire da sole i propri risparmi.

La mancanza di risorse e la formazione sono senza dubbio le barriere principali all’ingresso delle donne nel mondo degli investimenti finanziari. Secondo gli esperti, il primo passo è ovviamente rivendicare pari diritti nel trattamento economico sul lavoro, dopodiché è indispensabile ottimizzare la propria capacità di risparmio e scegliere gli investimenti giusti, selezionando strumenti adatti alle proprie esigenze personali. Spesso le donne tendono ad evitare il rischio, preferendo i prodotti consigliati dai consulenti finanziari, i quali però troppe volte suggeriscono proposte non adeguate per ottenere un rendimento realmente utile nel medio e lungo termine.

Come scegliere investimenti in base ai propri obiettivi

 

Il money management è la prima competenza che le donne dovrebbero apprendere per migliorare la propria capacità di gestione patrimoniale, allo scopo di realizzare analisi accurate del rapporto rischio/rendimento. Innanzitutto bisogna definire quali sono i propri obiettivi, ad esempio aumentare il reddito, costruire una pensione extra, oppure ottenere dei fondi aggiuntivi per spese o investimenti. Dopodiché è necessario stabilire gli orizzonti temporali, dalle operazioni di breve termine di pochi anni fino a quelle di lungo periodo di 10 anni o più, destinando un capitale adeguato per cominciare a investire.

A questo punto si possono iniziare a valutare le varie soluzioni disponibili sui mercati, in base al profilo di rischio che si è disposti a tollerare, tenendo conto che investimenti più sicuri offrono in genere rendimenti più bassi e viceversa. La capacità di sostenere rischi più elevati è legata soprattutto a due fattori, le risorse economiche per coprire eventuali perdite e il controllo delle emozioni, affinché il rischio percepito non porti a prendere decisioni sbagliate nei momenti più difficili. Infine bisogna capire se affidarsi a un consulente o investire per conto proprio, ad ogni modo in entrambi i casi è indispensabile puntare sull’educazione finanziaria e mantenere sempre il controllo della situazione.



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