Sembrerebbe capace di diffondersi nell’aria con una velocità maggiore la nuova variante scoperta dagli scienziati in Vietnam. Nata dall’incrocio di quella indiana e quella inglese questa nuova mutazione sembrerebbe in grado di diffondersi con estrema rapidità.

La notizia è stata resa nota dal ministro della Sanità Nguyen Thanh Long, e riportata dal Guardian, dopo che a partire da aprile 33 città del Paese erano state colpite da una mutazione ibrida. “In modo più specifico, si tratta della variante indiana con mutazioni che originariamente appartenevano alla variante del Regno Unito”, ha spiegato il ministro vietnamita, aggiungendo “ha come caratteristica principale quella di diffondersi rapidamente attraverso l’aria e di essere molto più trasmissibile rispetto alle precedenti”.


Dai dati raccolti dagli esperti, la nuova variante scoperta in Vietnam si propagherebbe nell’aria più rapidamente del ceppo originario. Resta da chiarire il suo livello di contagiosità, l’eventuale mortalità e cosa ancora più importante l’efficacia dei sieri anti-Covid autorizzati. Sfortunatamente a differenza della mutazione ibrida, la campagna vaccinale è ancora in alto mare ed è forse questo che ha permesso alla variante di circolare liberamente trasformandosi in una vera e propria nuova ondata.

Finora nel Paese del sud-est asiatico sono state riscontrate sette varianti del virus, incluse quelle sudafricana, inglese e indiana. Secondo i conteggi della Johns Hopkins Universty, dall’inizio della Pandemia il governo di Phạm Minh Chính sono stati registrati 6.713 casi di contagio e 47 decessi.


Questa scoperta “non è una bella cosa”, ha commentato il virologo dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco.  Non nasconde la sua preoccupazione il medico italiano, considerata anche la risalita dei contagi che si sta verificando in Inghilterra, proprio quando sembrava che il peggio fosse ormai alle spalle.  L’individuazione di nuove varianti, secondo Pregliasco, deve farci riflettere e non abbassare la guardia. “Proseguiamo su questa autostrada che speriamo sia diretta verso una nuova normalità – ha dichiarato – premendo ‘a tavoletta’ sull’acceleratore delle vaccinazioni, ma controllando la velocità nelle riaperture. Progressione e gradualità”.

“Le varianti ci saranno sempre. Più le cerchiamo, più le troveremo, ha spiegato dal canto suo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria. “Non è la prima né sarà l’ultima. Dobbiamo continuare con quello che stiamo facendo. Abbiamo vaccini che funzionano bene anche con le varianti e dobbiamo vigilare attentamente. Si tratta di mutanti che arrivano dall’estero, ma non c’è niente di diverso che dobbiamo fare. È anche ora di finirla che ogni volta che si trova una variante da una parte recondita del mondo diventa la prima notizia. Sembra un continuo al lupo, al lupo. Ma così poi la gente finisce per non ascoltare”.


“È giusto vigilare – ha spiegato l’infettivologo – ma questi argomenti devono tornare a essere scientifici e trattati da esperti. E’ ora di finirla con i discorsi da bar, come se si parlasse di squadre di calcio e le varianti fossero i calciatori che arrivano dall’estero. E’ ora di finirla con il terrorismo delle varianti. Anche perché ogni volta che lo abbiamo fatto ci siamo sbagliati. E anche su questa nuova variante, quindi, eviterei di farlo”. E ha aggiunto  “Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire con un sistema semplice di regole. O rischiamo di aggrovigliarci su noi stessi e di diventare il Paese che uscirà più tardi dalla pandemia. Quindi, usciamo dalle logiche di decreti, obblighi e divieti e puntiamo a consapevolizzare la gente. Dobbiamo capire che questa è una nuova fase”

Bianca Di Massa



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