Previsto per il mese di luglio l’entrata in vigore del Green Pass approvato e convertito in legge dal Consiglio Europeo, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue.

La certificazione equivale a quella rilasciata in Italia e sarà rilasciata dalle autorità nazionali in forma gratuita e diversificata a seconda che sia stilata a seguito di una guarigione dall’infezione da Covid, o della vaccinazione o ancora in caso di esito negativo del tampone.

Grazie a questo pass, rilasciato in forma digitale o cartacea con un codice QR, sarà permessa ai cittadini europei di circolare nei paesi dell’Unione senza doversi sottoporre a tampone o quarantena.

Sarà prerogativa dei singoli Stati decidere se rilasciarlo già dopo la prima dose e avrà validità fino a quindici giorni dopo la somministrazione.

Per i guariti, invece, il pass avrà una validità fino a 180 giorni dopo la rilevazione della positività ed in caso di nagativizzazione sarà valido a partire dall’undicesimo giorno dopo l’esito negativo del test.

Il test molecolare avrà invece una validità di 72 ore mentre il test rapido antigenico una di 48 ore.

L’utilizzo del QR code renderà il pass valido a livello europeo. In esso verranno registrati sia la certificazione da poter scaricare sullo smartphone sia la firma digitale dell’autorità nazionale che ha rilasciato l’attestato e ne garantisce la validità.

Resta in ogni caso tutelata la privacy. Infatti alle frontiere sarà possibile solo leggere il codice identificativo che accerta la validazione del pass, nome, cognome e data di nascita dell’intestatario del pass, ma non le informazioni “sensibili”.

Successivamente i singoli pass verranno registrati e raccolti sulla piattaforma europea Gateway. A tal proposito la Plenaria dell’europarlamento ha anche chiarito che i singoli paesi della comunità europea non potranno sottoporre i possessori del green pass, ad ulteriori restrizioni o controlli, a meno che non si determini una situazione tale da rendere necessaria una diversa azione per tutelare la salute pubblica.  Eventuali interventi in tale direzione dovranno essere comunque comunicati agli altri Stati membri nonché alla Commissione perlomeno 48 ore prima dell’entrata in vigore di nuove norme e 24 ore prima al pubblico.

Tutti i Paesi membri sono, poi, tenuti ad accettare le certificazioni attestanti la somministrazione dei vaccini autorizzati dall’Ema. Avranno, invece, la possibilità di accettare o meno quelli attestanti l’utilizzo di vaccini autorizzati per uso di emergenza dall’Oms o i certificati rilasciati secondo le procedure nazionali.

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