Stop ad Astrazeneca per chi ha meno di sessant’anni e seconda dose, per quanti già hanno ricevuto la prima dose, con Pfizer o Moderna.

Il ministero della Salute aggiorna le raccomandazioni relative all’utilizzo del farmaco dell’azienda anglo-svedese, già modificate tre volte dall’inizio dell’anno.


Da domani tutte le Regioni metteranno in pratica la nuova direttiva del Ministero della Salute. A tutti gli under 60 che hanno ricevuto come prima dose il farmaco di AstraZeneca sarà dunque destinata una seconda dose Pfizer o Moderna. Nessun cambiamento per quello che riguarda i tempi di somministrazione del richiamo che resteranno fedeli a quanto già previsto originariamente, non andando a modificare gli appuntamenti già fissati. Restano quindi le 8-12 settimane già previste tra la prima e la seconda dose AstraZeneca, a prescindere da quale sarà il secondo vaccino per il richiamo.

Una decisione sofferta, ma dettata dalle ultimissime vicende che hanno coinvolto giovani donne che dopo essersi sottoposte all’inoculazione del farmaco in oggetto sono state colpite da fenomeni di trombosi e culminati con la tragica emorragia cerebrale della diciottenne di Sestri Levante, Camilla Canepa (nella foto), il cui decesso ha sconvolto profondamente gli animi, riaprendo il dibattito sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca agli under 60.


Dolore misto a incredulità e grande incertezza si mescolano in queste ore. Una vita è stata stroncata da una gravissima forma di trombosi e successiva emorragia cerebrale che l’ha condotta alla morte.

La ragazza, giovanissima, appena affacciatasi alla vita, aveva partecipato al primo open day volontario grazie al quale gli over 18 hanno potuto ricevere la somministrazione del farmaco AstraZeneca. Camilla, come tantissimi suoi coetanei aveva considerato la vaccinazione come un’opportunità per un ritorno ad una vita “quasi normale”.

“Tutti i vaccini sono sicuri”, aveva ribadito il ministro Speranza, in mattina, mentre si restava in attesa di conoscere le indicazioni del CTS.


Le tante ore di attesa per la decisione definitiva indicava chiaramente la complessità e l’enorme responsabilità che una scelta del genere avrebbe potuto comportare.

Una scelta difficile, anche perché si doveva stabilire se e con quale altro siero inoculare la seconda dose a chi ha già ricevuto la prima con AstraZeneca o Johnson & Johnson, i due vaccini a vettore virale.

L’ipotesi più attendibile si è concretizzata: l’uso del vaccino AstraZeneca sarà solo per gli over 60.

Una storia senza fine, insomma, per questo vaccino con cambi di rotta registrati sin dall’inizio.  Se Inizialmente dietro indicazione dell’Ema si era optato per la somministrazione alle persone tra i 18 e i 55 anni, successivamente si era estesa la possibilità anche agli over 65. Poi è stata la volta della raccomandazione ad un utilizzo preferenziale per gli over 60, infine il via libera per la somministrazione su larga scala a tutti coloro che avevano compiuto i 18 anni.


Dal canto loro i governatori delle Regioni, che avevano puntato proprio sugli open day e sul siero anglo-svedese per accelerare la campagna vaccinale, hanno spinto per avere indicazioni chiare e precise e poter proseguire con una campagna vaccinale che, proprio in queste ore si stava rivelando determinante con l’approssimarsi della stagione estiva e nella speranza di una ripresa economica.

Nell’incertezza generale, intanto, Lazio, Umbria e Val d’Aosta, avevano provveduto in via precauzionale già da questa mattina a sospendere la somministrazione delle dosi di vaccino Astrazeneca agli under 60.

Bianca Di Massa



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