Non c’è pace per Torre Annunziata, non c’è pace per la politica oplontina e nemmeno per il povero Ascione che in poco più di cinque mesi nomina 15 assessori, tre Giunte, e si ritrova ancora una volta solo a timonate una nave amministrativa sulla quale, dopo lo scandalo mazzette e il secondo arresto “illustre”, quello dell’ex vicesindaco Ammendola, non vuole restare proprio nessuno.


E infatti pochi minuti prima della firma del riazzeramento scelto da Vincenzo Ascione per provare a salvare baracca e burattini, giungevano le dimissioni di altri due assessori. A lasciare, e già era nell’aria dopo lo scontro tra Ascione e il Partito Democratico provinciale, l’assessore Stefania Caiazzo e con lei Raffaele Pignataro, fresco vicesindaco dopo l’abbandono di Lorenzo Diana, che ha parlato di clima poco sereno per poter lavorare per Torre.

Ascione, quindi, si fa i conti in tasca, azzera e prova per il momento a prendere tempo con il comunicato che mette fine anche a quest’ultimo esecutivo in carica da pochi mesi, che recita così: “Il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione ha firmato, nella giornata di oggi, giovedì 10 giugno, il decreto di azzeramento della Giunta Municipale.



“Le motivazioni di tale provvedimento trovano fondamento – si legge nel decreto – in una verifica politico-amministrativa al fine di consentire e uniformare all’attualità le determinazioni programmatiche delle forze di maggioranza. Ciò induce a raccogliere importanti spunti di riflessione politica con l’obiettivo di rendere più incisiva l’azione amministrativa”.

L’argomento verrà approfondito nel corso della conferenza stampa che il primo cittadino terrà nella giornata di domani, alle ore 13, presso l’aula consiliare della sede comunale di via Provinciale Schiti”.

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