La Campania la prima regione per somministrazioni. Stando ai dati aggiornati al pomeriggio di ieri la regione ha superato la soglia dei 4 milioni di somministrazioni.

Complessivamente sono stati vaccinati con la prima dose 2.888.660 cittadini. Di questi 1.116.130 hanno ricevuto la seconda dose. Le somministrazioni effettuate sono state, in totale: 4.004.790.

Sono circa due mesi che la Campania, dal 16 aprile risulta la prima regione per somministrazione di vaccini, superando anche l’obiettivo fissato dal Commissariato, come si evince dai dati ufficiali: “Siamo a quasi dieci punti oltre. Perché a base 100, l’obiettivo, la Campania è ora a 109,6. Per dare un’idea l’Emilia è al 98, il Lazio a 97 e Toscana e Veneto a 95. Mentre la Lombardia è a 104,5. Mentre la Puglia è seconda a 108,5”.



Ma questi dati molto incoraggianti e gratificanti per il lavoro immane che gli operatori sanitari e tutta la macchina organizzativa regionale stanno svolgendo, il presidente Vincenzo De Luca non rinuncia ad attaccare per la gestione nazionale dell’emergenza, a criticare per la vicenda legata al siero AstraZeneca.

“La vicenda del siero anglo-svedese è sconcertante. Il Governo nazionale doveva fare due cose: garantire all’Italia la produzione autonoma di vaccini e un’informazione scientifica semplice, univoca e affidabile. Non ha fatto né l’una, né l’altra cosa. In modo particolare, dal punto di vista della comunicazione ai cittadini, siamo di fronte a un vero e proprio disastro”.

Il presidente della Campania critica nei fatti tutta la macchina organizzativa nazionale, definita contradditoria e improduttiva, macchinosa e per nulla efficace, l’unica così concepita in tutto il mondo.



“Siamo l’unico Paese al mondo nel quale la gestione del Piano anticovid19 non è affidata direttamente al Ministero della Salute, ma ad una struttura esterna, il Commissariato, guidato prima da un manager pubblico, Arcuri, adesso da un generale dell’esercito, Figliuolo.

Questo modello organizzativo è contradditorio e improduttivo perché nella gestione della battaglia contro il Covid19 ci sono due aspetti: quello organizzativo e logistico, come per la distribuzione dei vaccini, che non richiede premi Nobel per essere portata a conclusione, e quello medico-scientifico, che deve garantire la certezza sanitaria sull’uso dei vaccini.

In tutti i Paesi al mondo queste due funzioni fanno capo al Ministero della Salute, tranne che in Italia. Questo modello sta rivelando in queste ore la propria contraddittorietà e inadeguatezza”.

Male l’organizzazione, ma De Luca affonda ulteriormente il colpo. Per il governatore, per dirla alla Gino Bartali, “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!



“Oggi noi dovremmo porre un quesito: per quelli che sono sotto i 60 anni e che hanno fatto la prima dose di vaccino Astrazeneca che cosa dobbiamo fare? Io questa domanda a chi la devo rivolgere, a un generale dell’Esercito o a un medico? Siamo in una situazione in cui io, presidente di Regione, non so a chi devo fare la domanda”.

Le persone in attesa del richiamo con il farmaco Vaxzevria, prodotto da AstraZeneca, da qui agli inizi di agosto, sono circa 420 mila. Di questi, nella fascia d’età dai 60 ai 79 anni sono circa il 50 per cento.

E allora la Campania, come in più occasioni, procede per conto suo: “Non sarà somministrato Astrazeneca sotto i 60 anni, ma si cercherà di fare solo i richiami per chi, in questa fascia d’età, ha già fatto la prima dose”. Così aveva annunciato De Luca che però ora dovrà rifare i conti con la circolare ministeriale, firmata dal direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza, che chiarisce che il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca «viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo)». Per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, si legge, «il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose». Sono circa 900mila gli italiani sotto i 60 anni che hanno fatto la prima dose di vaccino con Astrazeneca e ora dovranno effettuare il richiamo con Pfizer o Moderna.


Questa mattina poi, il governatore ha postato ancora una richiesta di collaborazione a tutti i campani, una esortazione a vaccinarsi, in particolare ai napoletani: “Per quanto riguarda le vaccinazioni, voglio tornare a rivolgere un appello ai cittadini di Napoli: vaccinatevi in massa per rendere la città Covid-free entro il mese di luglio.

Ad oggi abbiamo vaccinato con prima dose il 54% dei cittadini di Napoli (circa 450mila persone). Mancano all’appello 300mila cittadini dai 12 anni in su che non si sono registrati in piattaforma. Bisogna fare uno sforzo ulteriore.

In particolare, mi rivolgo alla fascia di cittadini 30-59 anni, che ancora non l’ha fatto, ad iscriversi nella piattaforma di adesione alla campagna vaccinazioni. Non basta avere uno-due familiari immunizzati per stare tranquilli. Abbiamo le varianti che corrono. È indispensabile, per dare serenità alle nostre famiglie, compiere un atto di ulteriore responsabilità.

Abbiamo la possibilità di fare della città di Napoli, una città Covid-free. Ci vuole la collaborazione di tutti. È un grande obiettivo: presentare in Italia e in Europa, #Napolicovidfree, sarebbe un risultato eccezionale”.


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