Senza pace la politica vollese. Non bastavano le accuse incrociate che non accennano a placarsi dopo l’azzeramento della giunta e il passaggio in minoranza di un manipolo di consiglieri che avevano contribuito, con le civiche di cui sono i rappresentanti, all’elezione del sindaco Pasquale Di Marzo. Ora dalla tragedia di un comune abbandonato a se stesso da troppo tempo, si passa a rasentare la farsa.

Nel convocare il Consiglio Comunale per il giorno 17 giugno, il Presidente del Consiglio Comunale, Ivan Aprea, invia in allegato ad una delibera, gli appunti di quello che probabilmente sarebbe stato il suo discorso in Consiglio che già si preannunciava di fuoco.


Non pensiamo che Aprea volesse “spoilerare” le proprie intenzioni ma è sicuramente strano che, all’alba di un importante e sentito Consiglio Comunale e in una situazione politica traballante come quella che sta vivendo Volla in questo momento, avvenga una cosa del genere.

I bene informati riferiscono che nella “bozza” ci sono gravissime accuse rivolte al sindaco. Di Marzo pare che venga accusato di “farsi scrivere l’agenda politica da chi le elezioni le aveva perse (Annone e Castiello)” di aver vinto le elezioni solo grazie alle forze che lo avevano indicato come candidato “senza fare differenza”.


Sicuramente incuriosiscono le indiscrezioni sull’ex assessore Giliberti che già a febbraio 2019 pare avrebbe “provato a raccogliere le firme per spedire anzitempo Di Marzo a Casa” ed oggi Di Marzo accoglie nuovamente i suoi consiglieri Donato e Veneruso.

Ma a fare scalpore sono invece alcune affermazioni che, se confermate, potrebbero essere gravissime. Pare che in questa bozza il Presidente ricordi che la legge scinde il potere politico e quello gestionale invitando “a non avere legami diretti con gli operatori economici”.


Non sappiamo ad oggi se questa bozza è stata volutamente inviata dal Presidente per creare scompiglio oppure si sia trattato di un errore degli uffici e ciò metterebbe in grave difficoltà il Presidente del Consiglio che non ha oggettivamente preservato gli atti del Consiglio Comunale.

Un dato è certo, il 17 giugno ne vedremo delle belle.

Ivan di Napoli




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