Nel pomeriggio del 16 giugno nel piazzale della chiesa di San Francesco d’Assisi si è tenuto un incontro–dibattito sull’impianto di compostaggio con i cittadini. All’appuntamento sono intervenuti l’ingegnere Raniero Madonna, Don Aniello Tortora vicario episcopale per la carità e come moderatore  Francesco Aliperti Bigliardo produttore di birre artigianali, tra il pubblico alcuni componenti dell’associazione cattolica “Laudato si”, fortemente impegnata nella battaglia contro la costruzione dell’impianto di compostaggio per lo smaltimento di 24mila tonnellate di rifiuti organici sul territorio pomiglianese.


In questi anni, nonostante ci sia stato un momentaneo stop all’ inizio dei lavori, non è sfumata la polemica e la paura dei cittadini per le conseguenze ambientali e salutari che ne potrebbero conseguire dopo la costruzione dell’impianto che sorgerà in via Passatelli strada provinciale che unisce la città delle fabbriche al comune di Acerra.

La protesta dei cittadini delle zone periferiche è partita già nel 2019 durante l’amministrazione Russo, dopo che il 24 giugno furono affidati i lavori alla ditta scelta per l’assegnazione dell’appalto. Successivamente, il 2 marzo del 2020, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca fu a Pomigliano per il taglio del nastro che avrebbe dato il via al cantiere. In quell’occasione una parte della politica locale nella veste dei consiglieri pentastellati Salvatore Cioffi oggi attuale Presidente del Consiglio Comunale e Salvatore Esposito attualmente Assessore alle Politiche Sociali affiancati dall’attuale consigliere della Regione Campania Valeria Ciarambino, manifestarono il loro dissenso insieme ad una fetta della città, proprio mentre si celebrava la cerimonia.


Successivamente alle elezioni comunali di settembre 2020, con l’insediamento della nuova Giunta con il sindaco Gianluca Del Mastro rappresentante della coalizione PD-M5S, nonostante le battaglie contro la costruzione della struttura fatte precedentemente dagli attivisti, si sancì una continuità con la decisione presa dalla precedente amministrazione Russo creando malumori trai cittadini.

Questa collaborazione tra regione e comune fu sancita nell’incontro avvenuto in Regione ai primi di marzo del 2021 tra  il sindaco Gianluca Del Mastro, il vicesindaco Eduardo Riccio e il vicepresidente e assessore all’ambiente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola. Il comune allora garantì un ottimale gestione per la costruzione dell’impianto in conformità alle migliori tecniche, la Regione a sua volta garantì la collaborazione con l’allestimento di strumenti all’avanguardia per la rivelazione dell’ impatto odorigeno, che potrà essere controllato con moderne apparecchiature di misurazione olfattometrica.


Ma nonostante la dichiarazione del sindaco pomiglianese di svolgere tutto nella massima trasparenza per i cittadini, la comunità che vive nelle zone periferiche è preoccupata dalle conseguenze ambientali che potrebbero esserci se non si garantirà un regolare utilizzo delle funzioni di smaltimento all’interno della struttura. Ad oggi Pomigliano d’Arco è una città con un forte insediamento industriale, che presenta forti criticità ambientali a causa del continuo sforamento dei limiti per la presenza di polveri sottili nell’aria, causata soprattutto dal traffico intenso che nessuna delle due amministrazioni comunali è riuscita ad arginare nonostante le ordinanze sulle targhe alterne e la creazione di una massiccia zona ztl nel week end.

Comunità parrocchiali e cittadini più autorevoli stanno promuovendo, con incontri e manifestazioni, una forte campagna di informazione che possa aiutare la comunità cittadina periferica ad organizzare controlli sul regolare funzionamento dell’ impianto e la possibilità in futuro di interagire con le istituzioni e avanzare proposte all’amministrazione, che possano tutelare la propria salute e quella dei loro figli.

Cinzia Porcaro



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