Lunedì 21 giugno ultimo incontro della Rete civica per l’acqua pubblica in occasione del decimo anniversario dei referendum popolari. Appuntamento alle ore 19 a Pomigliano d’Arco in Piazza Primavera con la partecipazione dei sindaci del territorio schierati a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico.


Introduce Tommaso Sodano, rappresentante dell’associazione Città Aperta, intervengono i sindaci Gianluca Del Mastro (Pomigliano D’Arco), Pasquale Di Marzo (Volla), Salvatore Di Sarno (Somma Vesuviana), Vincenzo Fiengo (Cercola), Massimo Pelliccia (Casalnuovo), Edoardo Serpico (Scisciano), tutti consiglieri del Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano.

A concludere i lavori Ida Dello Ioio, esponente della Rete dei comitati, e don Aniello Tortora, responsabile Carità e Giustizia della Diocesi di Nola.


“Sono passati 10 anni dalla vittoria dei referendum del 2011 – sottolineano gli attivisti dei comitati civici –  la legge d’iniziativa popolare sull’acqua pubblica continua a dormire nei cassetti della commissione Ambiente della Camera, le grandi imprese vogliono mettere le mani sui miliardi del Recovery Fund, la pandemia e la crisi economica impongono invece un’immediata inversione di rotta. Ventisette milioni di italiani attendono il rispetto dell’esito referendario e, tra essi, due milioni e seicentomila cittadini campani rivendicano il pieno diritto di accesso all’acqua e la difesa della nostra democrazia, e proprio in questo territorio si raggiunse l’affluenza alle urne più alta della Campania e tra le più significative del Paese.

Una volontà popolare tradita, visto che nella nostra area la gestione Gori continua a imperversare, le tariffe sono notevolmente aumentate negli ultimi anni, continuano i disservizi ai danni degli utenti e crescono le perdite idriche in mancanza di investimenti concreti sulle reti. Scendiamo in piazza con gli amministratori locali per riaffermare le nostre proposte: ripubblicizzare il servizio idrico, chiudere la contestata stagione Gori, abbassare finalmente le tariffe più alte d’Italia, migliorare efficienza e qualità”.

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