La squadra                                 

L’Austria è una squadra di tutto rispetto che può contare sull’esperienza dei più “vecchi” e sul talento dei “giovani”. E’ un mix che il c.t. Franco Foda sa mescolare alla grande, permettendo ai biancorossi di aspirare ad alti livelli: già la qualificazione agli ottavi di finale a scapito dell’Ucraina è un buon traguardo. Ora per gli azzurri si alza l’asticella: sono i favoriti, ma attenzione è la parola d’ordine.

La probabile formazione           

(4-3-3): Bachmann; Lainer, Dragovic, Hinteregger, Alaba; Schlager, Laimer, Grillitsch; Baumgartner, Arnautovic, Sabitzer




L’allenatore                                 

 

Franco Foda affonda le sue radici da allenatore allo Sturm Graz, laddove ha rivestito i panni di mister delle giovanili, assistente e anche primo allenatore, nonché giocatore. Infatti i suoi ultimi 4 anni di calcio giocato come difensore ha vestito la maglia dei bianconeri di Graz.  Tornando alla sua carriera da allenatore, c’è anche stata una piccola parentesi al Kaiserslautern in 2.Bundesliga, la seconda divisione del calcio austriaco. E’ alla guida della sua nazionale dal dicembre 2017. Il modulo più utilizzato dal tecnico tedesco è il 4-3-3, schieramento con il quale si dispone l’Austria.




La stella                                       

La maggior parte dei gol austriaci proviene dai suoi piedi ed è un volto che si è visto per un anno anche in Italia: è Marko Arnautovic, dal 2019 in forze allo Shanghai SIPG, che potrebbe lasciare per trasferirsi al Bologna in questa sessione di calciomercato. L’attaccante austriaco è stato un volto del triplete 2009-2010 dell’Inter, seppur non da protagonista. E’ un giocatore molto fisico, infatti il suo identikit recita 192 centimetri di altezza per 83 chilogrammi di peso, il che gli permette di ispirarsi a Zlatan Ibrahimovic. Con la maglia biancorossa ha messo a segno 27 reti, posizionandosi sul sesto gradino della classifica marcatori dell’Austria.

La promessa                               

 

Non è più giovanissimo, ha infatti 27 anni, ma Marcel Sabitzer non ha ancora compiuto un vero e proprio salto di qualità e dopo essersi messo in mostra nel girone può dare fastidio anche all’Italia, dove c’è la Roma di Mourinho a osservarlo da tempo. Il suo ruolo naturale al Lipsia è il centrocampista centrale, ma quando gioca con la sua nazionale viene spesso impiegato come ala o talvolta come punta. E’ ormai una realtà nel panorama calcistico tedesco, ma questo Europeo può consentirgli di diventarlo in tutto il continente e, perché no, anche in tutto il mondo. E nel girone non h ancora segnato.




Il leader                                        

 

Chi eleggere come leader se non David Alaba? Il nuovo terzino del Real Madrid è il più talentuoso ed esperiente della nazionale austriaca, due qualità che gli hanno permesso di ottenere la fascia da capitano. Non sa vestire solamente i panni del terzino, molte volte ha giocato come centrocampista e in alcune occasioni è stato sperimentato addirittura come ala, grazie alla sua duttilità. Per essere un terzino segna parecchio, questo grazie alla sua ottima capacità nei calci di punizione e di rigore. Forse non c’è neanche bisogno di dirlo, ma Alaba deve assolutamente mettere sull’attenti gli azzurri.

Il percorso di qualificazione      

Dopo aver concluso al secondo posto il gruppo G nelle qualificazioni, l’Austria viene sorteggiata nel girone C della fase finale insieme a Olanda, Ucraina e Macedonia del Nord. L’avvio dei biancorossi è ottimo, infatti vincono per 3-1 contro la Macedonia del Nord per poi sbattere contro una grande Olanda ad Amsterdam, che vince per 2-0. All’alba dell’ultima giornata, l’Austria si ritrova terza a pari merito con l’Ucraina proprio nel momento dello scontro diretto: alla nazionale di Foda bastava solo la vittoria, ottenuta per 1-0 grazie a Baumgartner. Ed è così che l’Austria si è qualificata agli ottavi di finale contro l’Italia, dove gli azzurri partono favoriti ma, si sa, in queste competizioni squadre come quella di Foda possono causare problemi. Per questo è vietato sottovalutare l’Austria.

Giuseppe Garofalo



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