Tempo d’estate, di calore insopportabile, di mascherine che devono ancora rimanere in tasca, di idee che vanno e vengono, insomma un tempo curioso. E poi, di sera la partita, quel rito a cui stiamo riabituandoci seppur con poca gente sugli spalti, ma pensando al passato recente è una grande conquista.


Tra poco inizia Portogallo Francia, sarà una bella gara tra il nuovo Mbappè e il maturo Ronaldo, però cosa volete io sto già pensando alla prossima gara dell’Italia. Guardare un numero 17 con la maglia della Nazionale Italiana è come vedere la mia Torre Annunziata che grida al mondo la sua presenza. Se poi il Ciro segna allora è l’apoteosi, alzo il volume per sentire i 15.000 dell’Olimpico cantare “Ciro Ciro” è un balsamo per tutto il male che stiamo subendo in questa città.


Quanto bene fa Ciro Immobile a noi torresi, non lo capiremo mai, è l’esempio per tutti, è quello che avremmo potuto essere e non siamo, ma principalmente è l’esempio per i giovani di Torre.

Sacrifici, volontà e tanta forza, questo è Ciro il Mito Torrese e questo è l’esempio da seguire.

Torre non è un segnale negativo per la nazione, ma può diventare il crogiuolo per altri miti che arriveranno in questo piccolo lembo di 7 kmq con solo 46.000 abitanti… (di cui uno all’Europeo, una alle Olimpiadi di Tokio e scusate se è poco)

Ernesto Limito