Il DDL defibrillatori è passato poche settimane fa alla Commissione Igiene e Sanità del Senato.

“Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici”, questo il titolo definitivo del disegno di legge 1441 che introduce misure importanti per rafforzare il primo soccorso in caso di arresto cardiaco.

Ricordiamo che Il DDL defibrillatori aveva già superato la Camera nell’anno 2019.


Nei prossimi cinque anni è prevista quindi la sistemazione di defibrillatori automatici esterni (DAE) in tutti i luoghi molto frequentati (aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, scuole e università e sui mezzi di trasporto come aerei, treni, navi, etc.), questo grazie allo stanziamento di 10 milioni di euro.

Ma è previsto anche l’obbligo dell’introduzione a scuola dell’insegnamento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare; l’obbligo per le società sportive professionistiche e dilettantistiche di dotarsi di DAE; l’obbligo per il 118 di fornire ai cittadini le istruzioni telefoniche per riconoscere l’arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare il DAE e l’introduzione di applicazioni per la geolocalizzazione dei DAE.

All’interno del DDL si stabilisce inoltre che in assenza di personale sanitario o di personale non sanitario, ma formato sul primo soccorso, anche i cittadini comuni che non hanno ricevuto una formazione specifica siano autorizzati a utilizzare i DAE.

Andrea Scapigliati, membro del consiglio direttivo di IRC, Italian Resuscitation Council, il quale ha contribuito alla definizione dei contenuti della legge grazie alle audizioni nella Commissione Affari Sociali della Camera ha osservato che “l’approvazione della legge è fondamentale per rendere più efficace il primo soccorso e per salvare più vite”, ma anche che le novità previste “contribuiscono a creare una più rapida ‘catena del soccorso’ che fornisce ai cittadini che assistono a un arresto cardiaco gli strumenti per intervenire subito con l’aiuto del 118”.


Il past President della IRC ha anche aggiunto che “si tratta di un aspetto essenziale considerato che la possibilità di sopravvivenza diminuisce del 10% per ogni minuto che passa”. Auspica poi che queste misure “possano essere al più presto operative”.

La IRC specifica nel suo comunicato che “su 400.000 arresti cardiaci registrati ogni anno in Europa si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovra salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi con il defibrillatore. La percentuale di sopravvivenza è dell’8%”, come viene descritto infatti nello studio Survival after out-of-hospital cardiac arrest in Europe – Results of the EuReCa TWO study.

“L’approvazione del ddl 1441 – continua la IRC – colloca pertanto l’Italia all’avanguardia sul piano della riforma del primo soccorso…molte di queste innovazioni sono presenti anche nelle nuove linee guida europee sul primo soccorso recentemente aggiornate e pubblicate da European Resuscitation Council (ERC), di cui IRC è parte, sulla base delle raccomandazioni di International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR), consenso mondiale sul trattamento dell’arresto cardiaco”.


Cos’è la IRC

IRC (Italian Resuscitation Council) – Gruppo italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare, nasce nell’ottobre del 1994 con lo scopo primario di diffondere la cultura e l’organizzazione della rianimazione cardiopolmonare in Italia.

L’Associazione coinvolge medici di diverse discipline e infermieri attivamente impegnati nel settore della rianimazione cardiopolmonare intra ed extra ospedaliera.

L’attività di IRC si integra con quella di analoghe associazioni italiane e straniere e in modo particolare con quella di European Resuscitation Council.

Italian Resuscitation Council, in media organizza ogni anno 10.000 corsi BLSD (Basic Life Support/Defibrillation) formando oltre 120.000 persone. Dal 2019 fa parte dell’elenco delle società scientifiche accreditate presso il Ministero della Salute.

Andrea Ippolito