Una Nazionale veramente forte ha fatto esplodere l’Italia. Il nostro conterraneo Gigio Donnarumma, all’epilogo finale, ha regalato la gioia più grande ai tifosi azzurri e a tutta la Nazione. Davvero un gran bel team, per dirla all’inglese, davvero una gran bella squadra, davvero un gran spirito di gruppo, e soprattutto, davvero un grandissimo allenatore, Roberto Mancio Mancini.





Non si può dire altrettanto dei sudditi di Sua Maestà, guidati dallo sfortunato Gareth Southgate, che con i rigori proprio non riesce ad aver feeling. A partita praticamente finita fa entrare i “suoi” rigoristi e così dopo che nel ’96 sbagliò il rigore decisivo che decretò l’eliminazione dei suoi in semifinale, oggi ha sbagliato ancora ai rigori. Aveva dichiarato: “Ho giocato vent’anni, ma vengo ricordato solo per quell’episodio. Ora alla guida della Nazionale mi sento di avere un debito da ripagare”. Ebbene, dovrà necessariamente rinnovare la cambiale.

I bianchi crociati d’oltre manica erano giunti in finale con l’ennesimo tuffo di quel buontempone di Sterling e con la complicità di un olandese “dormiente”. Pessimi dall’inizio del torneo.

No, qui non stiamo ad analizzare il gioco messo in campo da un manipolo di veri campioni, qualche volta anche supervalutati economicamente, e qualche altra anche sopravvalutati in campo.

Una Nazionale anche un po’ presuntuosa che pensava di aver già messo la coppa d’argento in bacheca. “Football’s coming home, hanno detto da una settimana a questa parte. Del resto, in questo anomalo Campionato Europeo, girovago nei più bei stadi d’Europa, i Lions hanno giocato sei gare su sette a Londra, solo i Quarti con l’Ucraina li hanno disputati all’Olimpico di Roma. Stando a questa cosa, noi avevamo capito che volessero giocare il loro calcio a casa loro, a Wembley. Ma gli Inglesi, tutti, non solo quelli in campo, forse intendevano un’altra cosa!


Il gioco di certo lo conoscono bene, e con esso tutte le astuzie, il mestiere del pallonaro: i tuffi, come dicevamo, sono stati uno dei fondamentali preferiti. Adesso i cinesi, superquotati per l’oro alle prossime Olimpiadi, sia dal trampolino che dalla piattaforma, dovranno stare un bel po’ attenti!

Ma fosse solo questo. Alla fine, qualche episodio come quello della semifinale scippata alla Danimarca, può anche starci. Ma vogliamo parlare del pessimo comportamento con l’uso dei laser contro i portieri avversari e dei fischi agli inni nazionali? Proprio il classico stile “English”. Sì, è vero, qualcuno ha anche fatto “la mossa” di chiedere di non ripetere la pessima figura anche con “Fratelli d’Italia”, ma poi tutto il mondo ha visto come è andata a finire.

E certo, quello è il pubblico, i tifosi, mica la squadra? Proprio vero!


E allora vogliamo parlare del comportamento scorretto in campo? Dei tuffi abbiamo già detto, che anche stasera non sono mancati, ma forse dovremmo anche sottolineare un altro comportamento pessimo, “English style”. Avete notato i Lions in maglia bianca dopo aver subito un fallo? Nessuno di essi, o forse quasi, ha concesso la mano al “cattivone in azzurro”, che dopo aver fatto il proprio dovere di calciatore, nel calcio ci sono anche i falli, la tendeva in segno di fairplay. Pessimi, davvero pessimi.

E non finisce qui. Vogliamo parlare della medaglia d’argento? E sì, avrebbero voluto la coppa d’argento, quella che è “Made in Italy” perchè fabbricata in Italia, e che anche per questa volta non ritornerà a casa della “pessima Albione”. Quasi tutta la squadra ha immediatamente tolto la medaglia dal collo. Qualcuno, Mason Mount, a cui la medaglia si verma sulle orecchie, non l’ha proprio messa al collo. Certo, gli sconfitti, spesso lo fanno, stanotte lo ha fatto anche Neymar, quando Messi e i suoi hanno alzato la Copa America al cielo, ma non i questo modo così irrispettoso, in diretta tv, e soprattutto, sistematicamente quasi tutti i calciatori. I tanto “inglesi” inglesi non sono proprio riusciti a mandarla giù, come ha confermato Harry Kane nell’intervista post partita. Altro che “English style” e fairplay.



Certo perdere non è il massimo della vita, ma gli “inventori del calcio”, che forse, come detto, sentivano la vittoria già in tasca, dovrebbero ripartire dall’inizio, molto dall’inizio. Dovrebbero imparare anche a perdere, perchè comunque nella vita non sempre si vince e questa volta, loro, hanno perso.

E per finire, la ciliegina sulla torta. Non poche le dichiarazioni e anche qualche foto narrano di una squadra inglese di spalle, verso gli spogliatoi, via dal rettangolo verde al momento della premiazione e dell’esultanza azzurra. Che dire, pessimi, veramente pessimi.

La cosa più bella sentita in questa serata euroazzurra? Bè, questa è proprio bella: “E così l’Inghilterra ci ha mostrato come si esce dall’Europa. Per ben due volte quest’anno”.

Gennaro Cirillo



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