Ce l’hanno fatta: l’Italia ha vinto questo Europeo superando mille sofferenze, mille ostacoli, di tutto, ma strameritatamente ha portato a casa questa Coppa d’argento che per noi sembrava una maledizione dopo le sconfitte contro Francia e Spagna nel 2000 e nel 2012.

E si era messa male anche ieri sera, quando dopo 2 minuti, di contro balzo, Shaw colpisce il palo e porta in vantaggio l’Inghilterra: molte colpe sono di Di Lorenzo, che non ha giocato un bel primo tempo lasciando smarcato l’esterno del Manchester United.


La prima mezz’ora è un’incubo: gli inglesi continuano ad attaccarci, noi sembriamo non pervenuti, ma per fortuna riusciamo a non concedere ancora un gol grazie a capitan Chiellini, sempre una garanzia.

Dopo i primi 30 minuti l’Italia prova a fare capolino nella metà campo dei britannici, che da lì in poi applicano un catenaccio che fa fare fatica agli azzurri schierandosi con un 5-3-2. E questo sarebbe il grande calcio? Football’s coming home? Prima di parlare del vero calcio, del vero gioco, gli inglesi dovrebbero sciacquarsi la bocca guardando questa partita.


Non è certo la migliore Italia nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, gioca molto ma propone poco, perché i Tre Leoni non fanno passare uno spiffero, andando così negli spogliatoi in vantaggio.

Nella ripresa vediamo l’Italia che ci ha fatto sognare, l’Italia che ci ha fatto esaltare, l’Italia che si è vista in tutto l’Europeo.

Dopo tante occasioni azzurre, con gli inglesi stanchissimi, arriva finalmente quello spazio dove metter dentro la palla: calcio d’angolo, mischia e poi il Bonny Bonucci, insacca e ci fa andare in delirio: abbiamo pareggiato, adesso dobbiamo vincerlo!


Tre minuti dopo Berardi, liberissimo, calcia alle stelle sciupando la più grande occasione italiana dei 90’ regolamentari: c’è da dire che Pickford ha fatto un grande lavoro nel correre subito sull’ala del Sassuolo, adattata dal Mancio come falso nove.

Spingiamo, ma niente: tiri ce ne sono pochi, più gioco, più dominio territoriale, ma tiri proprio no, per colpa di quel maledettissimo catenaccio inglese che non ci ha quasi mai fatti entrare in area di rigore: dobbiamo dirlo, il catenaccio non è un buon gioco, ma svolge un lavoro certosino nel non concedere gol. Non a caso gli unici due gol subìti dagli inglesi sono da palla inattiva.

E allora, dopo 6 minuti di recupero con un’Italia che dà tutto per segnare e dare la “siringa” al 90’, Kuipers, in alcuni casi non perfetto, con il triplice fischio, decide che la partita deve allungarsi ai tempi supplementari.


I britannici premono sull’acceleratore nei primi 15 minuti, per poi tornare indietro nel secondo tempo, dove ci siamo resi davvero pericolosi una volta sola, con una punizione dalla distanza di Bernardeschi. Nulla di fatto. Saranno rigori.

Trasformano i primi rigori Berardi e Kane, sbaglia Belotti e Maguire la mette sotto l’incrocio: siamo 1-2 dopo i primi due rigori. Bonucci fa 2-2, che si mantiene con il palo di Rashford. Arriva il 3-2 di Bernardeschi e Donnarumma para il rigore di Sancho. Jorginho tira l’ultimo rigore: stavolta l’emozione gli gioca un brutto scherzo: Pickford para e la palla schizza sul palo. Ma non fa niente, perché Gigio neutralizza anche il rigore di Saka. Abbiamo vinto noi.

C’è da dire che gli inglesi sono stati parecchio antisportivi, fischiandoci l’inno, festeggiando prima della partita come se avessero già vinto, senza neanche farci i complimenti uscendo dal campo prima della nostra premiazione: ahi ahi ahi Inghilterra, non si parla mai prima. L’Italia ti punisce.


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Siamo sul tetto d’Europa!!! Grazie Italia!!! L’immagine di capitan Chiello che solleva la coppa al cielo di Wembley resterà per sempre impressa nelle nostre menti. Archiviamola nei nostri sogni avverati. Grazie Italia: ci hai fatto vivere un mese indimenticabile!

Giuseppe Garofalo