Dal confronto con i soci del Direttivo dell’A.Ge Pompei e con altre associazioni locali della Campania, emerge quanto segue:

Non è accettabile che al 19 di Luglio la scuola debba “accontentarsi” di indiscrezioni sulle modalità di avvio del prossimo anno scolastico! Sono ormai ben due anni scolastici che le famiglie e il mondo della scuola subiscono passivamente l’indecisione politica, con risultati ormai ben noti!

Oggi più che mai le famiglie sollecitano chiarezza e vero senso di responsabilità, in particolare sono state rilevate problematiche condivise relative a:

Realizzazione diffusa e prolungata della DAD, che ha accentuato ancor di più le disuguaglianze e aumentato il divario tra Nord e Sud del paese;


Necessità della riapertura delle scuole in sicurezza, coordinata con la ripartenza generale a
carattere NAZIONALE, e non lasciata all’iniziativa dei singoli Presidenti di Regione;
Siamo pertanto giunti alle seguenti considerazioni:
In ordine alla Didattica a Distanza:

Non può essere sistematizzata la DaD! La DAD NON E’ SCUOLA!
I genitori, nel loro primario “dovere e diritto” costituzionalmente sancito di “mantenere,
istruire ed educare i figli” (art. 30 Cost.) possono essere supportati dalla DAD, in un quadro
generale in cui la presenza e il rapporto diretto sono comunque fondamentali e
imprescindibili.

Sono emersi limiti difficilmente superabili nell’attuale situazione economico/sociale del paese e disuguaglianze esistenti nei fruitori in termini di:

– dotazione Hardware/Software e connettività necessaria
– disponibilità di spazi adeguati (soprattutto in presenza di più figli e in età diverse);
– disponibilità dei genitori che lavorano nel seguire i figli, in particolare i più piccoli;
– competenze e preparazione della popolazione genitoriale a supportare i figli nella
dinamica della DAD.


Risulta evidente l’incompletezza della DAD che non può, e non deve, sostituire a lungo il
rapporto in presenza sia con i docenti sia con i compagni con evidenti squilibri di natura
psicologico-sociale: la DAD anzichè eliminare per quanto possibile le diseguaglianze le ha
acuite ancor di più, soprattutto nel ciclo di istruzione delle Secondarie di Secondo Grado,
maggiormente penalizzate in questi due anni scolastici.
In ordine al Rapporto istituzioni-famiglia:

L’emergenza ha evidenziato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la famiglia è l’unica vera risorsa stabile su cui il paese possa contare. Le istituzioni devono dimostrare di saper valorizzare questa grande opportunità.

La famiglia esce fortemente stressata dall’esperienza attuale: lo Stato, nelle sue varie
articolazioni, deve cogliere l’occasione e gli stimoli offerti dalla emergenza nella quale il Paese si trova e farne tesoro per porre finalmente al centro del suo operare la famiglia medesima, in un continuo confronto costruttivo con i rappresentanti delle organizzazioni familiari.

La famiglia non può essere più “non considerata” dalle Istituzioni: sulla famiglia, per la
famiglia e con la famiglia deve essere preordinata l’azione sociale e politica e “con” essa programmata e realizzata.


Anziché continuare a spendere disordinatamente, come purtroppo avvenuto in passato e,
contrariamente ad altri paesi, è necessario cogliere l’occasione per iniziare una politica organica e sistematica per la famiglia, così come previsto dalla nostra Costituzione. Sostanzialmente in Italia esiste un’assenza di organica sussidiarietà verso la famiglia.

Al contrario è la famiglia che offre sussidiarietà allo Stato e sopperisce alle sue carenze.

L’Age Pompei propone:

1. Uniformità di interventi da parte delle Istituzioni scolastiche di pari grado, affinché
non si vengano a creare squilibri educativi tra realtà scolastiche che insistono sullo stesso
territorio.
2. Protocolli sanitari unici a livello nazionale di gestione delle quarantene
3. Utilizzare strutture anche della scuola paritaria o di altri enti, qualora gli spazi risultassero ancora insufficienti per garantire la didattica in presenza, in un’ottica di mutuo
soccorso. In ordine alla edilizia scolastica Occorre pensare tempestivamente ad un piano di rientro, come già pensato e organizzato per le attività e per i servizi, che si concili sia con le esigenze didattiche dei ragazzi che con le esigenze lavorative delle famiglie.

Non è possibile negare ai nostri figli la relazione sociale, fondamentale per lo sviluppo
della loro personalità intesa in senso lato.


Quindi riteniamo necessario riscrivere quanto prima un NUOVO PROTOCOLLO per il rientro,
alla luce anche delle esperienze vissute nei precedenti anni scolastici.

L’A.GE. Pompei a tal riguardo propone:

1. Cabina di regia permanente tra le Istituzioni e le Associazioni di genitori attraverso un
confronto continuo che analizzi le criticità e proponga soluzioni applicabili.
2. Definizione di un protocollo unico di sicurezza NAZIONALE per il rientro a settembre.
3. Convenzione con l’Ordine dei Medici per la stesura delle nuove linee guida sanitarie in
ambito scolastico.
4. Dotazione di connessione a banda larga e attrezzature informatiche a tutte le famiglie
con disagio economico, con bonus rapportati al reddito.

I buoni propositi degli anni passati sono stati spesso lettera morta. Vogliamo che la componente genitori sia protagonista delle scelte e delle responsabilità da assumere e non più relegata, come finora accaduto, ad un mero ruolo di passivo gregario.
Pertanto chiediamo l’istituzione, nel più breve tempo possibile, di un TAVOLO TECNICO
PERMANENTE a livello locale che possa individuare le criticità ma soprattutto proporre
soluzioni affinché l’imminente avvio dell’anno scolastico possa avvenire in sicurezza e
senza lo spauracchio della Didattica a Distanza.



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