Blitz delle forze dell’ordine, sequestrata la marijuana del clan D’Alessandro. Nel corso di una specifica attività di controllo del territorio, i militari della guardia di finanza hanno individuato 160 piante, di altezza variabile tra i 180 e i 240 centimetri, all’interno di un’area demaniale. Secondo gli inquirenti si tratterebbe della droga piantata dal clan del rione Scanzano (egemone nell’area stabiese) e che una volta messa in commercia avrebbe fruttato diverse decine di migliaia di euro. Le aree illecitamente adibite alla coltivazione di marijuana sono state scoperte dai baschi verdi di Castellammare e Torre Annunziata.



Circondate da un dispositivo d’irrigazione di ultima generazione, erano ben protette da un sistema di recinzioni costruite “ad hoc”, tese ad impedire l’accesso fisico nell’area interessata. Insomma, la zona destinata alla coltivazione di cannabis indica doveva essere inibita alle persone, per non intralciare il business del gruppo malavitoso. Al termine dell’operazione, le fiamme gialle hanno provveduto alla campionatura degli arbusti di marijuana che sono stati poi distrutti, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sul terreno dove erano coltivate. Un altro sequestro di marijuana, sempre ieri mattina, è stato invece effettuato dalla guardia di finanza oplontina a Boscotrecase. In questo caso, gli inquirenti sospettano invece il coinvolgimento delle cosche camorristiche dell’area Vesuviana. Prosegue dunque l’attività di controllo e sequestro di piantagioni di cannabis indica da parte delle forze dell’ordine.



Un’attività che, in passato, ha interessato anche il monte Faito, dove invece è particolarmente intensa l’attività del clan Di Martino, con quartier generale nella frazione Iuvani di Gragnano. E in questo periodo dedicato alla raccolta di marijuana, dopo la semina avviata a marzo, sono tre i punti maggiormente presidiati da carabinieri, polizia e guardia di finanza: il primo è il monte Faito, con particolare riferimento al versante stabiese e a quello di Vico Equense. Proprio qui, nell’ultimo fine settimana, è stato registrato un incendio boschivo che ha allertato le forze dell’ordine. Secondo le prime indagini, infatti, dietro questi roghi potrebbe nascondersi la mano della camorra, che incendierebbe i boschi per conquistare nuovi spazi da destinare poi alle piantagioni di marijuana. Gli altri due punti monitorati dalle forze dell’ordine sono le zone collinari di Gragnano (nelle frazioni Aurano e Caprile) e le colline di Casola di Napoli e Lettere.



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