‘Whirpool Napoli non molla’ e questa mattina circa 200 lavoratori hanno occupato i  i binari dei treni ad Alta Velocitá alla Stazione centrale di Napoli. Gli operai hanno esposto striscioni e scandiscono slogan contro la multinazionale americana, per contestare fortemente i licenziamenti annunciati dalla multinazionale americana.

Dopo la notizia che sono partiti i licenziamenti per i dipendenti dello stabilimento di Via Argine, si è riaccesa la protesta di chi ormai da due anni spera in una soluzione che non consista nella perdita del posto di lavoro.


Il 15 luglio i lavoratori dell’azienda avevano bloccato l’aeroporto di Capodichino, sempre per manifestare contro i licenziamenti.

“Orabisogna fare sul serio per evitare la catastrofe”, urlano in coro i manifestanti aggiungendo: “Oggi bisogna fare di più per mettere al sicuro centinaia di lavoratori”.

Un’altra estate calda per chi vede il proprio futuro andare in fumo grazie alle decisioni, a tutt’oggi incomprensibili, del colosso degli elettrodomestici americano.


Antonio Accurso, di Uilm Campania parla di accanimento contro il Sud e di scelte incomprensibili e scellerate: “Il Governo intervenga subito per fermare questa scelta scellerata che non rispetta gli accordi e non usa la cassa integrazione gratuita manifestando un accanimento ingiustificato nei confronti del Sud, come ingiustificata è la chiusura di Napoli, ancora di più oggi che la Whirlpool è piena di lavoro e annuncia guadagni di svariati milioni di euro”.

Giovedì 22 luglio i lavoratori dello stabilimento di Napoli saranno a manifestare a Roma. Whirlpool però non è per nulla intenzionata a tornare sui suoi passi. “Da due anni diciamo che la produzione nello stabilimento di Napoli non ha futuro. Abbiamo provato in ogni modo a farlo funzionare. Ci abbiamo investito 100 milioni di euro negli ultimi 10 anni”. Così Luigi La Morgia, amministratore delegato di Whirlpool, intervistato oggi al Corriere della Sera.

“Una volta esperite tutte le possibilità, però, bisogna affrontare il problema – ha aggiunto – e cercare soluzioni vere, stabili, non a brevissima gittata” rispondendo con quest’ultima affermazione anche alla possibilità avanzata da Governo e sindacati di utilizzo di altre 13 settimane di cassa integrazione.


La Morgia ha sottolineato che Whirlpool negli ultimi sei anni ha investito 800 milioni sull’Italia, 280 dei quali negli ultimi tre anni. Stando a questi numeri la volontà della multinazionale di investire in Italia sarebbe dimostrata dai fatti. “Di recente – aggiunge La Morgia – con un’operazione di reshoring abbiamo riportato un pezzo di produzione dalla Cina a Siena. L’impegno di una multinazionale nei confronti di una nazione è legato al valore che essa è in grado di generare. Whirlpool resterà il primo produttore di elettrodomestici in Italia. Detto questo, nemmeno Whirlpool può esimersi dal fare i conti con il mercato”.

Ma come continuano a urlare i lavoratori napoletani “Whirpool Napoli non molla” e i circa 200 lavoratori chiedono ancora una volta un aiuto concreto da parte del Governo: ” La protesta di oggi è l’ennesima dimostrazione di come siamo intenzionati a non tirarci indietro. Le assemblee e le riunioni sono servite a poco”.

Successivamente, hanno liberato i binari e si sono spostati all’interno della stazione, continuando la protesta con slogan e striscioni. Tante le maglie bianche con la scritta  “Whirlpool Napoli non molla“.


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