Lettere, il Cineforum: strumento didattico e occasione di incontro e socializzazione

Il cinema come forma espressiva rende possibile un forte coinvolgimento emotivo diventando un mezzo efficace per allestire e sperimentare emozioni, attuando in questo senso una sorta di “riabilitazione sociale” ruolo che solo la cultura in tutte le sue tipologie può ricoprire

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L’Istituto Comprensivo “Silvio Pellico” di Lettere, nell’affermare il valore della scuola, una scuola aperta, coesa ed inclusiva, quale luogo di formazione della persona e del cittadino, aderendo al PIANO SCUOLA ESTATE 2021, ha organizzato un Cineforum con la proiezione di 10 film dai contenuti particolarmente stimolanti, come l’amicizia, l’amore, la diversità, la fantasia e la libertà cui seguiranno dei dibattiti guidati. L’evento si svolgerà in una cornice più che mai suggestiva quale il Castello di Lettere, messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale, che ha patrocinato la manifestazione. Il progetto dal titolo “A Spasso Nel Cinema” inizierà il 28 luglio alle ore 20,00 con il film “Stand By Me” (Ricordo di un’estate).


L’idea del “Cineforum” nasce innanzitutto dalla consapevolezza che il linguaggio cinematografico spesso è il veicolo ideale per la comprensione della realtà e di alcune problematiche sociali; pertanto si propone di avvicinare i ragazzi al film come forma d’arte capace di raccontare la realtà o fatti fantastici, favorendo la riflessione. Il dibattito successivo alla visione del film rappresenta invece, un momento utile per incentivare e stimolare l’arricchimento personale.


Il Cineforum si pone come occasione di incontro, confronto, scambio di idee, una pausa all’insegna della distrazione e dello svago, da condividere, per aprirsi dopo un anno che ha messo a dura prova l’interazione sociale, con il fine di recuperare quelle relazioni purtroppo bruscamente interrotte, così importanti per lo sviluppo emotivo, affettivo, identitario, sociale di ognuno.

Il cinema come forma espressiva rende possibile un forte coinvolgimento emotivo diventando un mezzo efficace per allestire e sperimentare emozioni, attuando in questo senso una sorta di “riabilitazione sociale” ruolo che solo la cultura in tutte le sue tipologie può ricoprire.



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