Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso della visita al Rione Terra di Pozzuoli in occasione dell’inaugurazione di un nuovo percorso archeologico, si è soffermato ancora una volta sulla riapertura delle scuole in sicurezza. Il governatore campano ha sottolineato sulla necessità di vaccinare la popolazione scolastica per riaprire le scuole in presenza.

“E’ chiaro che se vogliamo arrivare in tranquillità al nuovo anno scolastico dobbiamo vaccinare l’80% della popolazione studentesca. Quello che non facciamo adesso lo dobbiamo fare ad inizio agosto, a fine agosto e soprattutto nel mese di settembre”.


E se la Regione Campania vede raggiunto in pratica l’obiettivo di una copertura del 100% del personale scolastico, il punto dolente resta quello degli studenti, troppi ancora da vaccinare.

Ed in effetti risultano basse le percentuali di vaccinati nella fascia 12-19, quella composta essenzialmente da studenti, censita dall’Unità di crisi. Se il 7 luglio, su 509.030 avevano aderito alla campagna vaccinale in 211.756, con i dati aggiornati ieri non si arriva ancora al 50% con di 239.922 ovvero il 47% del totale.

In venti giorni, quindi, poco più di 28mila ragazzi si sono iscritti sulla piattaforma, in media 1.408 al giorno. Un incremento effettivamente per nulla soddisfacente anche alla luce del fatto che non tutti gli iscritti si sono recati poi all’appuntamento vaccinale.


A ricevere la prima dose sono stati appena 186.221, che rappresentano il 78% delle adesioni ma sono solo il 37% del totale dei giovani campani, mentre hanno ottenuto anche la seconda dose in 116.726, il 63% delle adesioni e il 30% del totale. Non hanno ricevuto nessun vaccino, quindi, 322.809 ragazzi tra i 12 e i 19 anni, il 63% del totale.

“Che sia chiaro a tutti – ha aggiunto De Luca – se non ci sono le condizioni di sicurezza le scuole non aprono in presenza. Si devono vaccinare. Non è un obbligo perché questo lo decide il governo nazionale. Se abbiamo in un istituto scolastico solo il 10% dei ragazzi vaccinati si fa la scuola a distanza, non c’è niente da fare. Non possiamo creare i focolai con le nostre mani. Non penso che ci voglia molto a capire questo. Occorre un impegno straordinario che serve innanzitutto ai ragazzi e alle ragazze per andare finalmente a scuola ed avere una vita tranquilla. Bisogna fare uno sforzo in più. Per quanto ci riguarda apriremo quando saremo tranquilli”.

Poi il presidente della Giunta regionale è ritornato all’attacco del Governo: “La comunicazione che è venuta da Roma è stata un disastro ed ha fatto perdere due mesi di tempo. Una grande confusione con i vaccini e con le dosi da effettuare. Oggi bisogna muoversi ed utilizzare i vaccini che ci sono”.


Dopo le prime parole di De Luca in tal senso, pronunciate già la scorsa settimana, subito sono arrivate le prime diffide, come quella giunta già venerdì dall’Associazione Scuole Aperte Campania e la Rete Nazionale Scuola in Presenza. La dichiarazione del presidenti, a detta dei comitati no dad “viola i principi della Costituzione, le norme comunitarie e lede i diritti dei minori, rischiando di legittimare in Campania un’arbitraria discriminazione fra studenti vaccinati, per i quali la scuola resterebbe aperta, e non vaccinati per i quali la scuola sarebbe chiusa”.

L’80% degli studenti sarebbero all’incirca 407.224 persone e i tempi per raggiungere questo traguardo dai  sono assai stretti.


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