Smantellata la centrale dei “datterari”. L’organizzazione aveva la base a Castellammare, ma operava anche nelle acque della penisola sorrentina, devastando la costa fino a Punta Campanella. Gli stessi responsabili del business, pescavano vongole nelle acque inquinate del fiume Sarno e le consegnavano poi alle pescherie compiacenti. Le vongole dannose finivano poi sui tavoli delle numerose famiglie che acquistavano inconsapevolmente il prodotto. Sono 18 le persone arrestate nel blitz condotto dalla guardia costiera di Castellammare, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.



In carcere sono finiti Ciro Amodio (49 anni), Luigi Auletta (52), Catello Avella (50), Antonio Del Gaudio (63), Salvatore Libero (61), Elpidio Viola (53) e Giuseppe Viola (66 anni), tutti stabiesi. Ai domiciliari vanno invece gli stabiesi Luciano Donnarumma (38 anni), Francesco Mosca (51), Catello Viola (31), Vincenzo Viola (41), Pasquale Guarino (65), Catello Massa (52) e Luca Visco (40), tutti di Castellammare. Sempre ai domiciliari sono finiti anche Raffaele Auletta (33 anni, di Sant’Antonio Abate), Carolina Balzano (43 anni, di Pompei), Gaetano Guarro (60, di Torre Annunziata) e Diego Visone (41 anni, residente a Quarto). Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria invece per Mario Acquaviva, Damiano Colonnacchi e Donato Zingarelli, non residenti in Campania.



Tutti sono accusati dei reati di disastro ambientale, ricettazione ed associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati concernenti la pesca illegale dei datteri di mare. Un’inchiesta durata tre anni in cui risultano indagati in 113. Scattato anche il sequestro di 675 kg di vongole tossiche, di box, garage e telefoni cellulari. Il tutto per un affare da circa 100mila euro al mese. Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una vera e propria stabile organizzazione criminale, della quale facevano parte i 21 soggetti destinatari delle misure coercitive, operante dal luglio 2016 nei comuni di Castellammare di Stabia, Vico Equense, Piano di Sorrento, Meta di Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense, dedita in maniera professionale e sistematica, con ripartizione di compiti e di ruoli e predisposizione di mezzi e di persone, alla raccolta e alla messa in commercio illegali sia dei datteri di mare, che delle vongole veraci di Rovigliano, contaminate batteriologicamente e chimicamente e quindi pericolose per la salute dei consumatori.



Le indagini espletate hanno consentito di accertare e documentare, altresì, il disastro ambientale, cagionato, dal luglio 2016 al novembre 2020, dall’azione degli attuali indagati mediante la sistematica distruzione di rocce e scogli da cui estrarre i datteri di mare, frantumando meccanicamente, con martelli a doppia punta, le formazioni calcaree in cui sono alloggiati i datteri di mare nei seguenti tratti costieri della Penisola Sorrentina, per un tratto costiero complessivo di 6.630 metri lineari. A congratularsi per l’operazione sono i responsabili dell’area marina protetta di Punta Campanella che in una nota sottolineano come “i danni causati da quest’associazione criminale, con base a Castellammare di Stabia, sono ingenti e riguardano anche il grande patrimonio ambientale e di biodiversità di Punta Campanella, da sempre impegnata in campagne di informazione e sensibilizzazione per ridurre e limitare il consumo di questo mollusco proibito”.



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