L’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, attraverso uno specifico atto di
indirizzo del sindaco Gaetano Cimmino al Settore Lavori pubblici, sta cancellando dalle strade e dai muri della città qualsiasi scritta riconducibile alla criminalità organizzata e contro le forze dell’ordine.

L’attività rientra nella cosiddetta “Operazione Pulizia” riguarda tutta una serie di accertamenti ed approfondimenti dentro e fuori Palazzo Farnese che l!amministrazione sta mettendo in campo sin dal suo insediamento nel 2018: trasparenza, lotta alla corruzione, all’abusivismo ed alla criminalità organizzata in ogni sua forma, collaborazione con forze dell’ordine, Procura e Prefettura, riutilizzo dei beni confiscati.


La cancellazione delle scritte è partita nelle scorse ore e proseguirà nei prossimi giorni sino a quando ce ne sarà la necessità. L’obiettivo è quello di eliminare dalle strade, dai muri e da qualsiasi struttura della città scritte e simboli riconducibili alla camorra che per troppo tempo ha affossato il rilancio, l!economia, la cultura, l!immagine, il futuro dei giovani della città di Castellammare di Stabia.

La camorra, com’è noto, possiede una propria simbologia che esplica attraverso varie forme anch’esse radicate nella propria sub-cultura e che tali simboli costituiscono una rivendicazione talvolta di porzioni di territorio e di celebrazione del proprio potere. La Prefettura di Napoli, inoltre, ha avviato proprio recentemente in tutta la provincia di Napoli un censimento di  strutture e di altarini abusivi edificati in quartieri considerati a rischio. Nel centro antico di  Castellammare è stata effettuata una di queste operazioni di concerto con questa amministrazione comunale e con il supporto dell’Ufficio Tecnico dell’Ente.


“Cancellare tali scritte – ha spiegato il sindaco Gaetano Cimmino – è un atto simbolico e
rappresenta il rifiuto di questa città e dei suoi cittadini verso qualsiasi forma di illegalità. Un
ulteriore passo in avanti affinché i cittadini si riapproprino definitivamente del proprio territorio, anche in aree troppo spesso lasciate alla mercé di gentaglia senza scrupoli che tenta di ‘gestirlo’ a proprio vantaggio sfruttando il disagio, la crisi economica, la mancanza di riferimenti culturali importanti. Allora cancelliamo quelle scritte ed entriamo nei quartieri combattendo il degrado sociale. L’obiettivo è rigenerare il territorio sotto ogni punto di vista: scolastico, urbanistico, culturale”.