La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta per accertare le cause che hanno portato al decesso di un uomo originario di Castellammare di Stabia, ritrovato il 31 luglio scorso senza vita nel pomeriggio di un albergo a Sorrento.




Francesco Cioffi, 63 anni, lavapiatti e lavapentole, dipendente di una catena di alberghi della Penisola sorrentina è morto nel tardo pomeriggio di sabato. E’ stato rinvenuto disteso su di un lettino da piscina accanto ad un’autovettura nel parcheggio riservato ai dipendenti dell’hotel Atlantic Palace, struttura a quattro stelle, dove lavorava da tempo, alternandosi anche presso un altro noto albergo di Meta.

Soccorso solo verso le 20, quando è partita l’ambulanza dall’ospedale di Sorrento, ai sanitari non rimasto che costatarne il decesso, probabilmente era morto già da tempo. Tra le ipotesi dei medici dell’Ospedale un improvviso infarto anche se sono da chiarire l’origine e la causa di alcune lesioni riscontrategli alla testa e agli arti. Gli agenti della locale Polizia intervenuti sul luogo, hanno informato dei fatti la Procura di Torre Annunziata che ha, appunto, disposto l’apertura dell’inchiesta anche a seguito dell’esposto presentato dai parenti del povero lavoratore stabiese, nel quale, gli stessi famigliari, assistiti dall’avvocato Michele Riggi, sollevano dubbi su diversi aspetti della vicenda. Dubbi che partono dal grave ritardo con cui essi stessi sono stati avvisati di quanto fosse accaduto, solo verso le 21,20. Il magistrato di turno ha ordinato il sequestro del corpo e l’autopsia sulla salma.




In attesa dei risultati, gli inquirenti stanno analizzando, in queste ore, i filmati delle telecamere della struttura alberghiera, di quelle pubbliche e anche private situate nei dintorni al parcheggio.

L’hotel non dispone di un sistema di videosorveglianza nel parcheggio, ma gli investigatori sperano comunque di poter ricostruire gli ultimi momenti di vita dell’uomo. Non si  esclude alcuna ipotesi, compresa quella per cui l’uomo potrebbe essere stato vittima di un incidente che qualcuno avrebbe provato a nascondere.

A non convincere per nulla i figli di Cioffi, oltre proprio alla mancanza di telecamere che avrebbero potuto chiarire gli ultimi minuti di vita del genitore, sono anche le condizioni in cui è stata ritrovata la salma del papà: riverso sul lettino, probabilmente morto da diverse ore e completamente ricoperto dalle formiche, come appunto riferiscono i parenti. Inoltre sono stati ritrovati, nel borsello che l’uomo aveva con sè, gli occhiali, rotti. Altro giallo è quello dei vestiti da lavoro che non si troverebbero. Francesco Cioffi al momento del ritrovamento aveva in dosso un pantalone sbottonato e diverse ferite alla nuca, alla testa, all’occhio e alle ginocchia. Ferite riscontrate e verbalizzate dal medico legale.


L’ultimo contatto del malcapitato 63enne era stato con la moglie poco prima delle 17,30, quando aveva avvisato che avrebbe ritardato. La coppia era attesa ad una festa e, proprio a causa di un lavoro extra, l’uomo aveva chiesto alla consorte di precederlo, lui sarebbe arrivato il prima possibile.

Resta dunque da chiarire come l’uomo sia arrivato in quel parcheggio e chi lo abbia adagiato sul lettino, ma anche chi ha poi chiamato i soccorsi e soprattutto cosa gli sia capitato. Forse a stroncarlo potrebbe essere stato il troppo lavoro, ma non giustificherebbe le ferite. E allora si pensa anche a una caduta in seguito a un malore mentre lavorava all’interno della struttura, oppure che sia stato vittima di violenze, o addirittura di un omicidio.

Dalla struttura alberghiera al momento preferiscono non commentare, mentre alcuni turisti sembrerebbe abbiano visto il dipendente dell’albergo proprio pochi minuti prima il presunto decesso e già avrebbero rilasciato le loro testimonianze agli inquirenti. I famigliari di Cioffi hanno lanciato un appello ad eventuali ulteriori testimoni che potrebbero contribuire a diradare la fitta nebbia che avvolge quello che sembra diventare il giallo dell’estate sorrentina.



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