Nell’incontro di ieri il ministero ha fornito alle Organizzazioni Sindacali rappresentative alcune specifiche sui finanziamenti per l’apertura del prossimo anno scolastico senza mostrare la bozza del nuovo protocollo sulla sicurezza e con un Decreto Legge appena firmato che già ha deciso sulla vaccinazione.

“Impossibile con queste premesse rinnovare il nuovo protocollo sulla sicurezza se non si affronta in modo puntuale il problema delle classi pollaio e dei trasporti che si presenta ad ogni inizio anno scolastico” così commenta Marcello Pacifico, Presidente Nazionale dell’Anief.




“La DAD – prosegue – si può evitare se si aprono classi con 14 alunni per 35 metri quadri. La vaccinazione è auspicabile, ma è inutile se obbligatoria soltanto per gli insegnanti e senza la distanza interpersonale in luoghi chiusi. Contro questa imposizione dell’obbligo vaccinale siamo pronti a promuovere una class action”.

È sconcertante come il tema delle vaccinazioni obbligatorie sia diventato vitale per il rientro a settembre e l’avvio regolare del nuovo anno scolastico, mentre delle altre problematiche si parli in modo solo marginale. Dopo quasi due anni di pandemia, e 3 governi, alcuni problemi organizzativi come classi pollaio e i trasporti sono ancora lì, con le loro conseguenze di assembramenti e difficoltà per un’apertura in sicurezza delle scuole.

E’ infatti dell’altro giorno la risposta a distanza della sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia al Governatore della Campania Vincenzo De Luca in cui si chiedeva cosa sia stato fatto in Campania per migliorare i trasporti.



Anche questa soluzione appare forzata in quanto il Consiglio d’Europa ha approvato una precisa Risoluzione UE, secondo la quale nessun cittadino europeo deve subire ‘discriminazioni, anche per le vaccinazioni.

“E’ ora di finirla con le minacce e le cacce all’untore tra gli insegnanti: se si procederà con l’obbligo vaccinale senza prima aver sdoppiato le classi – ha aggiunto Marcello Pacifico – da una parte lanceremo una class action epocale, dall’altra chiederemo l’annullamento dei provvedimenti punitivi. Il Governo pensi piuttosto a ridare alla scuola quei miliardi tolti sulla sicurezza delle classi negli ultimi 13 anni, con dissennate politiche taglia scuole, classi e personale. Invece di ridare il maltolto, peraltro in un periodo di estrema emergenza, continuiamo a parlare di altro. Così non si fa il bene della scuola, degli studenti, delle famiglie e del personale che la vivono ogni giorno”.

Stefano Cavallini



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