E adesso come faccio a spiegarvi la delusione, la sfiducia e il dubbio che ormai hanno sovrastato le certezze riposte nei dati diramati quotidianamente dall’Unità di Crisi regionale?

La prima domanda che nasce spontanea, come si diceva una volta, non è se i dati odierni certifichino un “miracolo da 50 punti o da 100 punti” come diceva il grande Troisi, no! La prima domanda che senza nemmeno accorgermene si è fatta strada dentro la mia testa è stata: “Ma questi ci stanno prendendo adesso oppure è un anno e mezzo che ci prendono per il culo?”



E dire che il buon presidente De Luca sono mesi che attacca il Governo per la comunicazione che lascia a desiderare e poi inciampa, in buona compagnia con tutta l’Unità di Crisi regionale, in un imbroglio inaccettabile, in una comunicazione “ad Regionem” che palesa l’assoluta inattendibilità proprio delle comunicazioni regionali.

Ma prendiamo in mano un po’ tutto quanto successo, oggi e negli ultimi mesi. Cosa dire di oggi, una comunicazione entusiasmante per l’andamento epidemico. Dagli ottomila tamponi molecolari con seicento e passa nuovi contagiati e con un tasso di positività che sino ad ieri viaggiava tra il 6 e l’8 per cento, la nuova comunicazione parla di ben 15mila tamponi effettuati e un numero di 365 positivi che danno come risultato meno della metà del tasso di positività di ieri: appena il 2,33%.

E allora “miracolo, miracolo”, la Campania dopo dieci e più giorni di aumento epidemico, oggi vede la positività crollare verticalmente. Fermi tutti! Sì, è una rapina! Ci hanno appena rapinato la fiducia che riponevamo proprio nella comunicazione del presidentissimo, che come ogni giorno pubblica in tempo reale tutti i dati anche sulle sue pagine social. Sia chiaro, è stata rapinata a chi ne aveva, per quelli che da tanto hanno sempre continuato a mettere in dubbio tutto il sistema, oggi con un giusto “sorrisetto sulla faccia”, non resta che dire: “Te lo avevo detto che questi giocano con i numeretti, con la nostra vita, con la nostra libertà”.


Ma allora sto provando a dire che non si tratta di un miracolo? E sì! Sto proprio provando a dire che ci sono fin troppo chiare spiegazioni per questo repentino miglioramento della situazione del contagio in Campania.

Sono giorni, mesi che abbiamo continuato a denunciare l’anomala tabella del Ministero che di giorno in giorno ha sempre riportato dati falsati, sommando tamponi antigenici, definiti inattendibili da tutti gli esperti, ai “veri” tamponi, i molecolari. Con il piccolo particolare, si fa per dire, che alla somma dei due tipi di tamponi, non corrisponde la somma dei positivi riscontrati, per il semplice motivo che, almeno in Campania, sono mesi che i positivi da tamponi antigenici risultano essere “zero”. Ebbene sì, migliaia, decine e decine di migliaia di tamponi antigenici effettuati e nessun positivo mai segnalato nel report quotidiano, e questo dal 23 aprile, per quel che abbiamo potuto constatare nei mesi scorsi.

Il presidente De Luca, da dicembre, ha continuato ad urlare che i dati della Campania erano gli unici attendibili e che tante regioni, del Nord, hanno comunicato dati falsati. Dati che a quei tempi furono utili soprattutto per salvare la Lombardia dalla “zona rossa”. Oggi dunque, anche i dati della Campania, per chi ama i film del principe Totò, sono passati nelle mani del famoso ragioniere Casoria e quindi si sono “adeguati”. La Campania dunque comunica dati falsati come tante altre regioni in Italia e come da sempre riprende la più che nota tabella ministeriale.

In pratica la Regione ha cambiato le regole a “gioco” in corso. Da un giorno a l’altro ha deciso di sommare i tamponi, quelli attendibili e quelli meno e di riportare il solo numero dei positivi di quelli molecolari e questa mia deduzione è confermata da un’altra pessima mossa fatta dall’Unità di Crisi e dalla pagina social del presidente campano. La nuova linea, per essere supportata da una sorta di rafforzata attendibilità, è stata attuata con retroattività sulla giornata di ieri. La pessima manovra è stata supportata anche da un piccolo giochetto di prestigio sull’infografica della giornata del 7 agosto.



Ed in effetti la bella tabella blu pubblicata sulla pagina Facebook del governatore, fino a ieri sera alle 23:52, quando è stata scaricata sui computer della nostra redazione, riportava gli 8.008 tamponi con 610 nuovi contagiati, tutti relativi ai soli tamponi molecolari, come chiaramente specificato con la letterina (A). Segnalati, come accadeva da mesi, anche i tamponi antigenici che ieri erano 12.234. Oggi la magia. Sul profilo social dello sceriffo salernitano la tabella pubblicata ieri pomeriggio alle 17 o giù di lì, è sparita e al suo posto ne è comparsa una tutta nuova che, in base alle nuove regole di conteggio adottate con, appunto, validità retroattiva, riporta direttamente la somma dei due dati con 20.242 tamponi effettuati, ma sempre con 610 nuovi positivi. Quindi dagli oltre dodicimila tamponi antigenici effettuati ieri, nessun positivo riscontrato.

E la favoletta del rospo trasformatosi in principe sotto i nostri occhi nelle prime ore di oggi, ha poi avuto la seconda, pervicace puntata. E allora non ci resta che prendere atto di questo tasso di positività al 2,33% e dei 15.813 tamponi effettuati.

Caro presidente De Luca, ma secondo quale nuovo modo di vedere e conteggiare i dati oggi abbiamo questi risultati? Quanti inutili tamponi antigenici sono stati sommati ai molecolari? Erano dati importanti, numeri che sottolineavano la serietà della nostra Regione nel monitorare la crisi epidemica. Perché questa decisione, perché la Campania si è “adeguata”? Una decisione politica forse?


E qui parte un altro dubbio. Il tasso di positività della Campania, da diverse settimane, era in preoccupante salita e anche il dato dei “decessi zero” suscitava alcuni dubbi, quasi apparivano pilotati. Una situazione che non preoccupava ancora seriamente solo ed esclusivamente per la poca pressione sugli ospedali regionali, ma con una positività giornaliera che veramente risultava troppo alta e un indice Rt, relativo alla contagiosità, ben al di sopra di 1. La regione non rischiava ancora di passare in “zona gialla”, ma qualche pensiero ed anche qualche voce era già girata in questo senso.

Caro presidente, non è che la decisione di “annacquare” i dati con i tanti antigenici miri proprio a scongiurare un eventuale rischio di passaggio di fascia di contagio ed evitare un ritorno delle restrizioni con tutte le inevitabili conseguenti proteste e polemiche?

La Campania forse si è adeguata al resto d’Italia per non dare segnali troppo negativi rispetto alle altre regioni? Potrebbe essere una spiegazione plausibile, ma bisognerebbe avvisare i cittadini campani di questa scelta. Magari l’operazione da fare sarebbe stata quella di denunciare a livello nazionale la matematica creativa della tabella ministeriale e non quella di adeguarsi dicendo bugie anche ai cittadini della Campania come probabilmente fanno tante altre regioni con i propri e come fa il conteggio del Ministero della Salute con tutti gli italiani. Il fatto non è quello di apparire fuori dal tunnel epidemico, l’importante sarebbe quello di raggiungere concretamente la luce e lasciarci alle spalle sto benedetto tunnel.

In ogni caso, se le mie analisi dovessero risultare giuste, allora teniamo su le mascherine, ben salde sul viso, e manteniamo alta la guardia, perché se i dati che ci vengono riferiti non corrispondono nemmeno alla metà di quelli reali dell’andamento Covid in Italia e allora sì che bisogna preoccuparsi. Io comunque preferivo la comunicazione attendibile sbandierata dall’uomo con il lanciafiamme.

Gennaro Cirillo





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