Rendere la vaccinazione per gli over 50 obbligatoria potrebbe cambiare le carte in tavola nella lotta al Covid-19. Ne è convinto Fabrizio Pregliasco il virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Istituto Galeazzi che ritiene auspicabile una scelta in tale direzione. “Sono a favore dell’obbligatorietà della vaccinazione per gli over 50 – ha affermato – Sono le persone più a rischio”.


Secondo il parere dell’esperto già rendere obbligatorio il vaccino per la sola fascia d’età over 50 rappresenterebbe un salto in avanti, poiché metterebbe al sicuro tutti coloro che risultano essere, al momento, i soggetti più a rischio. Secondo il professore molti 50enni, purtroppo, non hanno la benché minima contezza della pericolosità del virus e forse l’unico input, esclusa l’obbligatorietà, che potrebbe convincere i no vax sarebbe quella di poter constatare che i vaccinati non muoiono a differenza di chi ha deciso di non sottoporsi al ciclo vaccinale. Il direttore del Galeazzi è convinto, in ogni caso, che senza l’obbligo alla vaccinazione, ci sarà sempre una percentuale di persone che resterà fedele alla scelta di non farsi somministrare il siero anti sars-CoV-2 e questo lo si potrà verificare in ogni fascia d’età.

Pregliasco ha insistito poi sulla necessità, in questa “fase epidemiologica”, di puntare anche sulla vaccinazione per gli under 12, considerato che la variante Delta ha abbassato l’età media dei soggetti colpiti e si sta insinuando con sempre maggiore velocità proprio nella fascia dei più piccoli.

“Bisogna insistere anche sui più piccoli – ha spiegato il virologo – perché il virus ormai è diverso da quello originale è ha un’ampissima capacità di contagio” e ha aggiunto: “Non va abbassata la guardia sui vaccini agli under 12, che con la variante Delta sono il serbatoio della diffusione o del mantenimento delle catene di contagio”

Il timore degli esperti, infatti, cresce con l’approssimarsi del nuovo anno scolastico, ormai alle porte. La riapertura delle scuole comporterà, quasi inevitabilmente, una risalita della curva epidemiologica, come già accaduto lo scorso anno, quando la ripresa delle lezioni coincise all’aumento delle occasioni di contatto e contagio fra giovani e giovanissimi.

Bianca Di Massa