Il vaccino protegge voi, il vostro bambino e i vostri familiari. Fate presto, ora non si può più aspettare”, questo l’appello accorato dei medici rivolto a tutte le giovani mamme in dolce attesa, dopo l’allarme scattato al Policlinico Federico II di Napoli.

Complice la paura, derivante, anche dalle informazioni contraddittorie e a volte poco corrette che sono circolate sin dall’inizio della campagna vaccinale, molte gestanti e future mamme hanno deciso di non aderire alla campagna vaccinale.

Che ogni madre voglia proteggere il proprio figlio e sia convinta che fin quando quel piccolo esserino, tanto desiderato e ormai al centro di ogni pensiero, di ogni respiro, di ogni decisione sin dal suo concepimento, resterà nel grembo materno tutto andrà bene, è un sentimento fortissimo che solo chi lo vive è in grado di comprendere.


Tuttavia, non sempre purtroppo è così. Accade allora che una mamma decida, per sua libera scelta, di non vaccinarsi e sia convinta che questa possa essere la decisione più opportuna per proteggere anche la vita della quale si sente la diretta responsabile, ma che poi venga contagiata, rischiando la sua vita e quella del suo piccolo.

Ricoverata lo scorso 10 agosto nel reparto Covid di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Federico II di Napoli, diretto dal professor Giuseppe Bifulco, oggi quella mamma no vax versa in gravi condizioni. Insieme a lei, lotta per la vita anche il suo bambino, fatto nascere prematuramente, dopo che a nulla sono valsi gli innumerevoli sforzi dei medici e le terapie messe in campo dall’équipe del Policlinico.

Non avevamo altra scelta – ha spiegato Attilio Di Spiezio Sardo (nella foto) – se non fossimo intervenuti chirurgicamente avremmo messo a rischio la vita di entrambi. Ora cerchiamo di essere ottimisti, ma non posso nascondere che provo una grande amarezza quando penso che se quella donna fosse stata vaccinata adesso non sarebbe in queste condizioni”, ha aggiunto il professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia del  Policlinico Federico II.



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Una vicenda che ha colpito tanti, ma che purtroppo non è destinata a restare isolata. Molte sono infatti le pazienti incinte, nei fatti “no vax”, e contagiate giunte, in questi ultimi mesi, presso la struttura ospedaliera deputata ad accoglierle perché dotata delle opportune attrezzature e di un’équipe ad hoc.

Dalla fine di luglio a oggi registriamo più o meno otto accessi al giorno – ha dichiarato il professore Bifulco (nella foto) – Chi sono? Tutte donne in gravidanza non vaccinate. Le più gravi vengono trasferite in reparto, quelle che invece possiamo gestire a domicilio le rimandiamo a casa”.

E risale proprio alla giornata di ieri il ricovero di un’altra gestante, proveniente da Vallo della Lucania, giunta nelle stesse condizioni della 31 napoletana già ricoverata, attualmente, in rianimazione.



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Questo maledetto virus contro il quale stiamo combattendo da circa un anno e mezzo, dunque non fa distinzione, non fa sconti e oggi la sua forma mutata che ben conosciamo come variante Delta, colpisce soprattutto la fascia d’età dei più giovani, mamme comprese. “Questa nuova fase del virus ha conseguenze cliniche peggiori dell’altra – ha spiegato Nicola Colacurci, presidente di “Agui”, Associazione ginecologi universitari italiani – i contagi hanno colpito in modo grave anche la fascia dei giovani adulti. E le donne in gravidanza appartengono in buona parte a questa classe d’età”.

Poi rivolgendosi ai colleghi li ha invitati a sollecitare le proprie pazienti a vaccinarsi. “Spieghiamo loro che non corrono alcun rischio, rassicuriamole soddisfacendo ogni dubbio – ha detto – e se poi sceglieranno di rischiare il contagio, avremo la coscienza a posto”, ha concluso.

Dunque mentre sale il numero di ricoveri di donne incinte positive al Covid, si moltiplicano altresì gli appelli degli addetti ai lavori per un’azione mirata di sensibilizzazione alla campagna vaccinale.



In questa delicatissima fase, secondo gli specialisti, occorre soprattutto chiarire i dubbi delle gestanti e delle future mamme fornendo loro informazioni chiare, dissipandone i dubbi, rassicurandole circa l’efficacia e la sicurezza dei sieri e spiegando loro la necessità e l’importanza di sottoporsi al ciclo vaccinale, considerato, al momento, come l’unica arma che possa garantirci uno scudo protettivo dal Covid-19.

Solo qualche giorno fa il Center for disease control and prevention degli Stati Uniti, ha diramato una nota con indicazioni precise per la somministrazione del vaccino nelle donne in dolce attesa, esortando mamme e future mamme a farlo – hanno sottolineato Di Spiezio Sardo e Bifulco – Il contenuto della nota è molto chiaro: la vaccinazione è assolutamente consigliata a chiunque abbia più di 12 anni, comprese le gestanti e le donne che stanno cercando una gravidanza. La vaccinazione – hanno precisato ancora i due professori – è raccomandata anche durante l’allattamento materno, che va sostenuto e non interrotto”.

Una nota sul sito dell’ente americano spiega che a far cambiare le indicazioni precedenti, che invece si limitavano ad affermare che le donne incinte “potevano essere vaccinate”, è stata l’analisi di nuovi dati su 2.500 donne immunizzate con un vaccino a mRna durante la gestazione.

Nel gruppo il tasso di aborto è risultato essere del 13%, lo stesso che si ha nella popolazione generale in cui varia tra l’11% e il 16%. Anche i tre sistemi di sorveglianza specifici per questa categoria messi in campo negli Usa non hanno rilevato problemi.

Rochelle Walensky, direttore dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC)

Ma il problema è ancora pressante anche negli Usa, infatti al momento solo il 23% delle donne americane incinte ha ricevuto una sola dose.

I Cdc incoraggiano tutte le donne in gravidanza, o che stanno pensando di averne una o che allattano ad essere vaccinate” ha affermato nella stessa nota il direttore Rochelle Walensky.


Per i due professori napoletani, intanto, a tranquillizzare le pazienti in dolce attesa potrebbe contribuire la consapevolezza che il vaccino che verrebbe loro inoculato è quello a mRNA.  “I dati che ci rassicurano circa l’efficacia e la sicurezza dei vaccini a mRNA (Moderna o Pfizer-BioNTech) in gravidanza e allattamento, sono in crescita – hanno ribadito, aggiungendo – Gli stessi dati confermano inoltre che la vaccinazione in corso di gestazione è in grado di creare anticorpi tali da proteggere anche il bambino”.

Con l’augurio che le mamme contagiate da questo virus invisibile e insidioso possano tornare quanto prima a casa, non ci resta che sperare che un numero sempre maggiore di persone possa comprendere che sottoporsi al vaccino potrebbe rivelarsi un grande atto d’amore per se stesse, per i propri cari e l’intera comunità.

Bianca Di Massa