Arenile occupato in modo improprio da lettini ed ombrelloni posizionati già dal primo mattino, non lasciando spazio a chi farebbe a meno di tale servizio. E’ questo che denunciano i manifestanti che sono scesi in strada, anzi, in spiaggia, questa mattina, per far sentire la propria voce e vedere i propri teli mare, le proprie sedie, i propri ombrelloni.




Si sono mossi di mattina presto e hanno occupato una zona della “Spiaggia del Fico” di Massa Lubrense, in Penisola Sorrentina; una protesta per denunciare, appunto, l’uso improprio delle spiagge libere attrezzate.

Problema che già da anni anima gli abitanti della Costiera, esasperati per di più dal recente aumento delle tariffe degli stabilimenti balneari.

E siccome, dicono i promotori dell’iniziativa, sempre più spesso queste spiagge vengono di fatto gestite come regolari concessioni, privando i bagnanti di accedervi liberamente, hanno deciso di passare all’azione.



Lo avevano annunciato giorni fa dall’associazione ambientalista “La Grande Onda” e, con lo slogan “Chi sarda si fa, lo squalo se la mangia. Riprendiamoci le spiagge” avevano lanciato la proposta di occupare con teli e ombrelloni le spiagge libere attrezzate.

Appello raccolto non solo dai loro iscritti, ma anche da altri gruppi e da cittadini stufi di trovare, già dal mattino, spiagge occupate con lettini e ombrelloni. “Un monito alle istituzioni ed alle forze dell’ordine – spiega una nota del movimento – affinché garantiscano controlli quotidiani e sanzioni severe (fino alla revoca della concessione) in caso di irregolarità”. Tanti i cittadini che si sono aggiunti alla protesta, fanno sapere che si sono aggiunti altri cittadini: “Non possiamo permettere che si debba rinunciare al sacrosanto diritto di fruire in maniera gratuita di quei rarissimi lembi di spiagge libere rimasti in penisola sorrentina”.

Giovanni Di Prisco, dell’associazione “Riprendiamoci Sorrento”, fa sapere che anche la prossima settimana saranno occupate altre spiagge.

Laura Cuomo, presidente dell’associazione La Grande Onda, afferma: “Sono molto soddisfatta dell’importante adesione e partecipazione di persone all’azione di protesta a Massa Lubrense. Siamo sempre più convinti che la battaglia in difesa delle spiagge libere vada combattuta adesso, prima che sia troppo tardi. E se questa battaglia a tutela della legalità la si fa “scendendo in spiaggia”, come oggi abbiamo fatto, forse per la prima volta in Italia, continueremo a farlo, anche perché siamo certi che troveremo un sempre maggior numero di persone disposte a farlo con noi e a replicare il nostro esempio. Non ci fermeremo, nemmeno nelle estati a venire, fin quando non sarà chiaro a tutti che le spiagge libere non si toccano.

I cittadini che per fare un tuffo si recano presso una spiaggia libera attrezzata, hanno il diritto di scegliere se posizionare sull’arenile i propri teli da mare a titolo gratuito o se avvalersi della eventuale possibilità di richiedere a pagamento lettino ed ombrellone: questi devono essere sistemati solo al momento della richiesta. Ma le spiagge vengono riempite di lettini anche in assenza di clienti e addirittura si parla di postazioni preacquistate in abbonamento. In tal modo lo spazio per un telo mare viene limitato all’osso se non addirittura negato”.