Britain's Queen Elizabeth Regina Elisabetta II - Regno Unito - Operazione London Bridge

Non ci saremmo mai aspettati che ci fosse un vero e proprio piano organizzativo per gestire i giorni successivi la morte della Regina Elisabetta II. Eppure è così! A rivelarlo sono Politico e The Guardian, che descrivono nel dettaglio il programma post mortem.

La testata Politico scrive di aver “ottenuto i documenti che descrivono l’operazione London Bridge nel dettaglio”, quindi ha pubblicato pochissimi giorni fa un articolo relativo al piano del governo britannico che va a spiegare che cosa accadrà nei giorni successivi alla morte della Regina.


Politico.eu dice che l’Operazione, che ha come nome in codice “London Bridge”, è stata “a lungo avvolta nel segreto”, ma che ora “può essere rivelata”.

I documenti, nelle mani della testata che è una joint-venture tra Politico LLC, con sede negli Stati Uniti, e Axel Springer, il principale editore digitale in Europa, mostrano lo straordinario livello di azione richiesto da tutte le forze armate dello stato britannico.

Ci sarà anche un’operazione di sicurezza di vasta portata, questo per gestire folle senza precedenti ed eventuali situazioni di caos che si potrebbero creare.


Il programma è di 10 giorni ed al suo interno risulta anche l’incoronamento di Carlo, che viaggerà durante i giorni antecedenti al funerale in un tour del Regno Unito.

Sembra che saranno vietati addirittura i retweet, a meno che non autorizzati dal capo delle comunicazioni del governo.

Cosa accadrà

Si prevede, a partire dai social media ed i siti web istituzionali, un cambio del sito web della famiglia reale in una pagina nera con una breve dichiarazione che conferma la morte della regina. Il sito web gov.uk e tutte le pagine dei social media governativi mostreranno uno striscione nero.

Come anticipato sopra, i contenuti non urgenti non verranno pubblicati ed i retweet saranno autorizzati solo ed esclusivamente dal capo delle comunicazioni del Governo.


La bara della regina verrà portata in processione da Buckingham Palace al Palazzo di Westminster. In quella sede verrà aperta al pubblico per 23 ore al giorno per tre giorni. Ai personaggi pubblici (i cosiddetti VIP) verranno consegnati dei biglietti per l’accesso durante specifici orari.

I funerali di stato si svolgeranno 10 giorni dopo la morte e saranno annunciati come un “giorno di lutto nazionale”.

Il ministero della Difesa organizzerà il saluto con le pistole in tutte le aree adibite a questa attività, sarà poi annunciato il silenzio nazionale di due minuti.


I documenti rivelano anche dettagli di come Carlo salirà al trono, nonché come il primo ministro sarà informato, e chiariscono come gestire il pubblico che in quei giorni potrebbe lasciarsi andare a reazioni di rabbia, dovuta anche al sovraffollamento della capitale.

I giorni verranno definiti nelle comunicazioni interne come “D-day“, con le rispettive sequenze legate allo scorrere delle date, quindi ogni giorno successivo che precede il funerale sarà indicato come “D+1”, “D+2”, etc.

“I piani per l’operazione London Bridge e l’operazione Spring Tide, che stabiliscono come Charles salirà al trono, contengono dettagli granulari come il potenziale di rabbia pubblica se Downing Street non può abbassare le sue bandiere a mezz’asta entro 10 minuti dall’annuncio poiché non esiste un “ufficiale di bandiera”, spiega The Guardian.


“Il giorno dopo la morte della regina, alle 10 del mattino, il Consiglio di adesione, che comprende alti esponenti del governo, si riunisce a St. James’ Palace per proclamare il re Carlo nuovo sovrano, scrive invece Politico che aggiunge: “Centinaia di consiglieri privati, tra cui il Primo Ministro e ministri anziani, saranno invitati a partecipare, con i gentiluomini che indosseranno abiti da mattina o abiti da salotto con cravatte nere o scure. Non devono essere indossate decorazioni. La proclamazione verrà poi letta al St. James’s Palace e al Royal Exchange nella City di Londra, confermando Carlo come re”.

Ma già The Guardian nel 2017 anticipava l’argomento facendo sapere infatti che il primo funzionario ad occuparsi della notizia sarebbe stato Sir Christopher Geidt, segretario privato della regina ed ex diplomatico al quale fu anche concesso un secondo titolo di cavaliere (2014).

Andrea Ippolito