La marionetta gigante fa tappa nella Città di Napoli. Dopo aver presenziato a Forcella ed al Palazzo Reale, la piccola Amal si è spostata al Bosco di Capodimonte.

Il cammino della marionetta, denominato “The walk“, ha avuto inizio in Siria il 27 luglio scorso, dalla città di Gaziantep (al confine tra Siria e Turchia), ma si fermerà solo a Manchester, nel Regno Unito, dopo un viaggio lungo ben 8mila chilometri.


Amal, che rappresenta una bambina rifugiata di 9 anni, è alta tre metri e mezzo ed è stata creata dalla Handspring Puppet Company, il suo nome significa “speranza” (in lingua araba).

La piccola Amal al Museo e Real Bosco di Capodimonte. La marionetta gigante continua il suo viaggio

La piccola Amal rappresenta di fatto 34 milioni di bambini rifugiati e sfollati, molti dei quali sono purtroppo drammaticamente separati dalle loro famiglie d’origine.

“Solo nel 2018 – diceva l’Unicef – in Siria 1.106 bambini sono stati uccisi nei combattimenti”. Ma non vanno dimenticate le morti causate, sempre in quell’anno, dalle mine inesplose, che provocarono 434 morti. Vanno aggiunti a questi gravissimi numeri anche 262 attacchi che furono portati avanti contro le strutture scolastiche e sanitarie.

Il direttore generale dell’Unicef Henrietta Fore dichiarava all’epoca: “Le mine rappresentano ora la principale causa di vittime tra i bambini in tutto il paese”. La dg Unicef si diceva inoltre preoccupata dal peggioramento delle condizioni di alcuni campi dove si stimava la presenza di almeno “240 bambini non accompagnati o separati”.

Da quando è iniziata la guerra in quelle terre si è registrata la nascita di più di 4 milioni di bambini siriani. Il 15 marzo 2019 si segnavano i 9 anni di battaglie e di conflitti, che hanno portato inevitabilmente ad avere oltre la metà dei bambini siriani che necessitano di assistenza umanitaria, un terzo dei quali non può andare a scuola, circa 2 milioni e mezzo erano sfollati all’interno del Paese.

Drammi e dolore lacerante che ha portato questi piccoli – secondo un’indagine di Save the Children – ad avere come sentimenti preponderanti quelli dell’angoscia e dell’insicurezza.

Il messaggio della marionetta al mondo è quindi: “Non dimenticatevi di noi” (dunque di non far passare la memoria su ciò che accade in quei territori).

La struttura viene trasportata e guidata da ben dieci marionettisti, due dei quali in passato già rifugiati.



Marionetta Amal Real Bosco

Il passaggio di Amal a Capodimonte è stato sorprendente e fantastico, infatti dal Cortile centrale fino all’emiciclo di Porta di Mezzo è stata accolta da circa 60 bambini.

Questi piccoli visitatori delle aree del Real Bosco, definiti “coraggiosi viaggiatori” dall’organizzazione, hanno dato vita a una particolare benvenuto.

La piccola Amal al Museo e Real Bosco di Capodimonte. La marionetta gigante continua il suo viaggio

I piccoli presenti hanno partecipato al Laboratorio del Teatro nel Baule, ed insieme agli animali fantastici di cartapesta, realizzati appositamente per l’occasione, hanno salutato con gioia e grande sorpresa la piccola Amal.

Gli appassionati, accorsi felici, hanno seguito un percorso indicato da un tappeto bianco al suono della musica e delle tammorre.

Marinella Lupieri Cavazza, che è figlia di un’esule istriana, ha prestato la sua testimonianza al viaggio di Amal con una lettera intitolata “Vagando e divagando nel bosco”. La donna ha adottato anche una panchina dedicandola alla memoria della madre Nerea Lupieri.

L’aquilone utilizzato per le rappresentazioni è stato donato dall’artista Paolo La Motta, le cui opere sono ora esposte al Museo e Real Bosco di Capodimonte.



Marionetta Amal Real Bosco

Il Real Bosco comunica con maggiore precisione che l’itinerario di Amal diventerà un documentario prodotto dal regista Stephen Daldry tre volte candidato al premio Oscar, da Tracey Seaward produttrice di The Constant Gardener e The Two Popes di Meirelles e War Horse di Spielberg, dal pluripremiato regista teatrale e drammaturgo David Lan e da Good Chance, in associazione con la Handspring Puppet Company, creatori delle marionette di War Horse, con la direzione artistica di Amir Nizar Zuabi.

Piccola Amal marionetta Real Bosco

L’accoglienza di Amaldescrive direttamente il Real Bosco – è realizzata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dal Teatro nel Baule in collaborazione con TraformAzioneAnimata, le associazioni Amici di Capodimonte ets, MusiCapodimonte, Euphorbia srl e l’Archivio fotografico Carbone che ha messo a disposizione gentilmente le foto in bianco e nero della baraccopoli post-bellica nel Real Bosco”.



Marionetta Amal Real Bosco

L’evento è realizzato con il contributo di C.A.S.A., libreria e casa editrice “La bottega delle Parole”, libreria “Mio nonno è Michelangelo”, Ludobus, La Fabbrica del Divertimento, l’Associazione Centro Studi Mousiké, Associazione culturale e musicale Kaleidoscopio, Chi rom e chi no, Raffaella Lavanga, Selvaggia Filippini.

La piccola Amal al Museo e Real Bosco di Capodimonte. La marionetta gigante continua il suo viaggio

La descrizione del Real Bosco relativa alle attività dei più piccoli

“Mostri marini, uccelli parlanti, maghi, farfalle giganti, li hanno sorpresi lungo il viaggio.

Amal e i piccoli viaggiatori hanno seguito le tracce di animali migratori: orme di elefanti, orme di pinguini, orme di rane, di gnu.

La musica li ha accompagnati marcando ritmi e suoni di ogni animale.

Due grandi bocche di coccodrillo hanno sorpreso il gruppo che è riuscito a passare senza essere morso.

Marionetta Amal Real Bosco

Strani personaggi, esperti maghi dell’arte segreta della tammurriata hanno insegnato ai bambini i passi di questa danza sacra che a poco a poco si è trasformata nella musica del mare.



Le barche di carta colorata manovrate dai bambini hanno attraversato una spaventosa tempesta sfuggendo ad un enorme mostro marino che, una volta rabbonito, li ha poi accompagnati nel loro viaggio.

Marionetta Amal Real Bosco

Tre grandi farfalle in cartapesta hanno guidato il gruppo nel viale che conduce alla Porta di Mezzo.

I custodi della memoria del bosco, una volpe, due conigli, un camaleonte e due uccelli hanno raccontato le storie dei profughi che durante la seconda guerra mondiale si rifugiarono in quella zona nelle baraccopoli costruite sulle praterie di Porta Miano”.

Andrea Ippolito



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