Nelle ultime settimane dello scorso anno scolastico, a giugno, due giovanissime alunne della IV B del Primo Circolo di Pompei, affascinate dal mestiere della comunicazione, dopo essersi avvicinate al giornalismo attraverso alcune lezioni seguite in classe, in particolare negli ultimi giorni svolti in presenza, hanno voluto provare insieme la nuova esperienza dell’intervista.

E, in ambito scolastico, hanno puntato subito in alto chiedendo un’intervista al dirigente scolastico, la dott.ssa Carmen Guarracino, al suo primo anno alla guida della storica scuola pompeiana di piazza Schettini. Abbiamo quindi deciso di pubblicare, proprio alla vigilia della riapertura dell’anno scolastico, il risultato di questo impegno, di questo “lavoro giornalistico”, prodotto dalle due giovanissime redattrici con tanta attenzione e massimo impegno.



Ecco l’intervista e, nella speranza che i prossimi mesi possano vedere un ritorno a quella “normalità” che tanto ci manca, il nostro giornale approfitta di questa occasione per augurare a tutti i giovani alunni della scuola pompeiana e a tutti gli studenti un ottimo ed entusiasmante anno di apprendimento e formazione.




Quest’anno è stato difficile, soprattutto per le persone che sono state impegnate nella scuola. Vediamo che ne pensa chi ha lavorato a scuola nei periodi diciamo “normali” e poi in questi molto difficili.

Dunque, sembra proprio che possiamo incominciare l’intervista alla nostra preside, Carmen Guarracino, per conoscerla meglio e per conoscere soprattutto il suo punto di vista.

Come si trova nella sua professione in questo periodo?

Il Ds in questo periodo di urgenza si sente gravato da enorme responsabilità perché vuole e deve tutelare la salute e la sicurezza dei suoi alunni e di tutto il personale della scuola e nello stesso tempo deve garantire l’ordinato svolgimento delle attività didattiche in un clima di serenità e di attenzione per le esigenze di tutti.

Lei è mai stata dirigente in un’altra scuola e quali cambiamenti ci sono stati con il Covid?

Sì, ho diretto un istituto Comprensivo dove c’erano alunni di scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di 1° grado, le scuole medie per intenderci. I cambiamenti sono stati molto necessari ed importanti vista l’emergenza per la pandemia che stiamo vivendo ormai da più di un anno.

I cambiamenti più significativi sono stati quelli dal punto di vista organizzativo per attuare le misure di distanziamento, la riorganizzazione degli spazi interni ed esterni, le misure igienico sanitario da rispettare, ma soprattutto anche un cambiamento didattico con un nuovo modo di fare scuola e, un maggiore uso dei dispositivi tecnologici, l’uso delle piattaforme e del registro elettronico, che hanno permesso lo svolgimento delle attività didattiche ordinarie anche a distanza. Certamente ciò non sarebbe stato possibile senza la collaborazione preziosa dei genitori, degli alunni e degli stessi docenti che si sono aggiornati accettando la sfida dell’innovazione.




Dirigere un’intera scuola come la fa sentire?

Dirigere una scuola è un impegno molto grande soprattutto in questo periodo così particolare ed unico senza precedenti, dove vivere la quotidianità a volte è stato ed è ancora difficile, ma al tempo stesso bello perché dà la possibilità di mettere in campo azioni e sinergie efficaci a favore dell’educazione e della formazione degli alunni dando così, con la collaborazione di tutti, un contributo importante al miglioramento della società in modo da favorire sempre più la crescita sociale e civica dei cittadini di oggi e di domani. Tutto ciò mi fa sentire responsabile e fiera del mio impegno istituzionale.

Se non fosse diventata preside quale lavoro le sarebbe piaciuto fare?

Se non avessi fatto il dirigente scolastico sarei volentieri rimasta nel ruolo di docente perché essere maestra è stato sempre il mio sogno da bambina. Il contatto quotidiano con alunni e i genitori mi avrebbe consentito ugualmente di essere al servizio dello Stato in un’istituzione di primaria importanza che insieme alla famiglia contribuisce alla formazione e al successo formativo degli alunni a me affidati.

Dopo questa piccola intervista pensiamo che si sia capito che essere preside comporta molte responsabilità, soprattutto in questo periodo, come appunto la sicurezza dei bambini. Nella speranza di rientrare presto a scuola, nella nostra classe che sarà diventata la V B, ringraziamo la dott.ssa Guarracino per la disponibilità e ci auguriamo di incontrarla nei corridoi della scuola finalmente senza mascherine e distanziamento.

Lorena Scognamiglio
Alessandra Avagnano



Share