Alessandro Vescovini, imprenditore della Sbe Sud, dopo mesi di lunghe trattative e intese avrebbe individuato 3 lotti su cui far sorgere lo stabilimento della sua nuova azienda. Azienda che, è bene ricordarlo, lo scorso febbraio ha assunto ben 55 operai della ex Meridbulloni di Castellammare di Stabia dopo la decisione dei vertici della fabbrica di corso Alcide De Gasperi di chiudere lo stabilimento.

Vescovini si è impegnato ad investire e ad assumere gli operai ex Meridbulloni. Le ricerche e trattative per trovare un sito adatto ad ospitare la fabbrica ed i macchinari sono state serrate con l’aiuto delle istituzioni locali, regionali e governative. Una svolta c’è stata ad aprile 2021, quando sembrava che fosse stato trovato il sito perfetto: un terreno a Torre Annunziata adatto alle esigenze dell’imprenditore e degli operai stabiesi che si sarebbero ritrovati ad una distanza minima dalla loro città.

Grande burocratiche hanno portato ad un nuovo stallo e quindi allo sconforto generale di operai ed imprenditore che però non ha mollato ed ha rispettato la sua parte degli impegni, assumendo 55 operai della ex Meridbulloni. Ora pare finalmente giunto il momento tanto atteso per gli operai e per l’imprenditore Vescovini il momento di costruire la fabbrica che ospiterà i 55 operai stabiesi. I siti interessati sono 3: uno si trova a Castellammare di Stabia, un altro a Torre Annunziata e l’ultimo nel Casertano.

L’imprenditore emiliano preferirebbe lavorare nel territorio stabiese-torrese ma si valuteranno tutte le opzioni in gioco ed altre che dovessero presentarsi per arrivare a costruire una fabbrica con macchinari nuovi ed in grado di contenere 75 dipendenti. Il piano annunciato da Vescovini all’Asi (Area Sviluppo Industriale) è trentennale e la fabbrica potrebbe sorgere, se le trattative andranno a buon fine, già nella primavera del 2022, con il mese di giugno fissato come traguardo.

Una svolta molto importante per la città stabiese e il suo nodo industriale e per gli operai che nel 18 dicembre 2020 aveva assistito all’annuncio della famiglia Fontana di voler chiudere la Meridbulloni facendo piombare un centinaio di famiglie nel caos. Dopo tutto questo tempo di incertezza, speranza e phatos finalmente gli operai possono tirare un sospiro di sollievo.

Ivano Manzo

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