Il giorno 8 settembre sono ufficialmente iniziati i lavori di riqualificazione di Palazzo Pranzataro. Qui verranno realizzati due progetti: il primo, per accogliere i disabili che restano privi di una famiglia, che possa assisterli grazie al progetto “Dopo di noi”, il secondo per creare un centro di formazione per profughi e migranti”. Con questa dichiarazione il sindaco Gianluca Del Mastro dalla sua pagina social ha annunciato l’inizio dei lavori all’antica struttura pomiglianese di via Trento nella parte storica della città.



La nuova amministrazione e in particolare l’assessore alle Politiche Sociali, Salvatore Esposito, ha destinando un piano del Palazzo Pranzataro al progetto d’integrazione sociale per disabili “Dopo di noi”, che fu approvato durante la scorsa amministrazione Russo grazie alla volontà dall’ex assessore Mattia De Cicco e delle associazioni territoriali.

Facciamo un passo indietro. La riqualificazione del Palazzo Pranzataro è stata richiesta dalla vecchia amministrazione Russo, grazie ad progetto nato dalla collaborazione tra l’ex assessore alle politiche sociali Mattia De Cicco e l’ex assessore ai lavori pubblici Raffaele Sibilio, fu vinto il bando per il finanziamento destinato alla riqualificazione dell’immobile che sarebbe stato destinato all’accoglienza di un polo multiculturale per l’integrazione degl’immigrati e come sede del forum dei giovani, come progettarono con l’ex assessore alla cultura Franca Trotta. La nuova amministrazione Del Mastro, se pur in continuità, ha deciso di destinare uno dei piani del palazzo al progetto “Dopo di noi” che però era destinato ad essere attuato in un’altra struttura: l’istituto Falcone.



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L’ex assessore alle Politiche Sociali, Mattia De Cicco ha rilasciato delle dichiarazioni in cui spiega alla cittadinanza in cosa consiste il progetto di integrazione sociale per disabili manifestando tutta la sua disapprovazione per la scelta della struttura del Pranzataro che non corrisponde a quella indicata nel suo progetto iniziale.

Il progetto d’integrazione “Dopo di noi” nasce con l’amministrazione 2015-2020, allora istituimmo il tavolo della disabilità, tra le varie esigenze risultò necessario dare vita ad un progetto per i diversamente abili, associazioni e genitori manifestarono la preoccupazione di come sarebbe stato il futuro dei loro figli dopo la loro morte. Il termine dopo di noi indica il momento in cui un diversamente abile resta senza supporto di familiari. Da qui l’esigenza di educare, con un percorso integrativo, queste categorie alla vita di tutti i giorni e insegnargli a vivere in perfetta autonomia”.

Spiega ancora De Cicco: “Seguimmo allora un iter preciso, il primo step ci portò a visitare e valutare con i nostri tecnici, la dinamica e l’esempio di altri progetti del genere e delle strutture utilizzate per l’accoglienza sul resto del territorio con l’occhio rivolto alle eccellenze dell’Emilia Romagna. Successivamente fu indicato l’istituto Falcone come location, perché più rispondeva strutturalmente e strategicamente alle esigente del programma che stavamo per stilare. Ci fu una lunga progettazione di circa quattro mesi con la collaborazione delle associazioni del territorio, per cercare di coprire le richieste e dare indicazioni sulle categorie disabili da inserire nel programma, individuate tra le non gravi. Si stabilì come organizzare le attività all’interno del programma e di quali figure professionali e qualificate indicare come supporto. Allora pensammo anche a coinvolgere l’ASL. Con il beneplacito di tutte le associazioni, ne nacque un progetto ambizioso con un costo considerevole.




“Per il sostegno a un progetto cosi ambizioso allora ci fu una promessa di finanziamento del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Oggi non vedo perché questa promessa non debba essere mantenuta visto anche la vicinanza tra l’amministrazione comunale attuale e il presidente. Ma credo che De Luca non sia stato più sollecitato sull’argomento e che in maniera arbitraria si sia pensato di utilizzare il Pranzataro, assolutamente inadeguato e che è stato soggetto di richiesta di finanziamento grazie ad un progetto tra me e l’ex assessore ai lavori pubblici Raffaele Sibilio. Partecipammo al bando e progettammo un centro multiculturale per extracomunitari e inoltre con la collaborazione dell’ex assessore Franca Trotta si pensò di accogliere il forum dei giovani perché le dimensioni della struttura ci sembravano adatte.

Questa scelta poco meditata del Pranzataro, troppo piccolo – continua ancora l’ex assessore –  mi fa credere che non si abbia nessuna idea di cosa sia una struttura per il dopo di noi”.

Troppi i motivi che renderebbero inadatta la struttura indicata dall’amministrazione Del Mastro e che invece farebbero pensare che invece quella selezionata dalla passata amministrazione fosse quella più adatta per un simile progetto tanto delicato.

“Il Falcone – spiega De Cicco – è una struttura a piano terra senza barriere architettoniche, dotata di una palestra. Quello che più mi amareggia è il silenzio assordante delle associazioni del territorio che pur di mantenere un impegno preso per la realizzazione di un progetto di cui c’è necessità sul territorio, hanno accondisceso ad un lavoro fatto male correndo il rischio di offrire un assistenza becera. Credo che quest’amministrazione abbia ritenuto più opportuno d’utilizzare la Falcone per l’ampliamento delle classi scolastiche, decisione che solitamente spetta alla Citta Metropolitana, però invito i nuovi amministratori ad individuare un’altra sede sul territorio più consona ad ospitare un progetto così importante, che corre il rischio d’essere abbandonato”.

L’assessore Salvatore Esposito, da noi interpellato, non ci ha ancora rilasciato dichiarazioni. Restiamo in attesa, nella speranza che a breve la disponibilità accordataci a parole si concretizzi. Il nostro giornale, da sempre, è abituato a dar voce a tutti, proprio a tutti quelli che voglio esporre la loro versione dei fatti.

Cinzia Porcaro

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