Pochissimi giorni fa è stato attivato un portale dedicato alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo delle misure che istituiscono il Certificato verde Covid.

Le sottoscrizioni possono avvenire anche online attraverso la firma digitale.

All’interno del sito web si trovano tutte le spiegazioni per eventuali collaborazioni finalizzate a raccogliere le sottoscrizioni all’interno dei comuni italiani.

Ricordiamo che già il Comitato NO green pass aveva raccolto oltre 40mila firme in una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il fine di chiedere l’abolizione delle norme emanate in Italia sul certificato verde.


Il documento (petizione) era stato promosso dall’avvocato Olga Milanese e dallo scrittore Carlo Cuppini, ed era stato sottoscritto da autorevoli esponenti del mondo della cultura, del diritto, dell’università, della scienza, tra questi il filosofo Giorgio Agamben, il giurista Ugo Mattei, il massmediologo Carlo Freccero, il poeta e pensatore Marco Guzzi, il magistrato Augusto Sinagra, nonché da moltissimi medici e sanitari, come il chirurgo e rianimatore molto noto in Italia, Stefano Manera.

Il referendum abrogativo è invece costituito da quattro quesiti, che riprendiamo qui di seguito, ed è stato lanciato sempre dall’avv. Olga Milanese, sostenuto dai prof. Francesco Benozzo (Filologia romanza a Bologna) e Luca Marini (Diritto internazionale a La Sapienza):

QUESITO 1

“Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 22 aprile 2021, n. 52 (Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19) convertito con modificazioni dalla L. 17 giugno 2021, n. 87, limitatamente all’art. 9 (Certificazioni verdi COVID-19) e successive modifiche ed integrazioni?”

QUESITO 2

“Volete che sia abrogato il Decreto-Legge 23 luglio 2021, n.105, (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche)?”

QUESITO 3

“Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 6 agosto 2021, n. 111 (Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti)?”

QUESITO 4

“Volete che sia abrogato il DECRETO-LEGGE 10 settembre 2021, n. 122 (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale.)?”

Il Comitato organizzativo è composto da Olga Milanese, avvocato del Foro di Salerno, dal prof. Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, già vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, dal prof. Francesco Benozzo,
docente di filologia romanza all’Università di Bologna e responsabile scientifico di centri di ricerca internazionali di antropologia, linguistica e consapevolezza civica.

Il Comitato dei Garanti è composto dal prof. Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione e fondatore della Scuola superiore di diritto e protezione dei minori, dal prof. Ugo Mattei, docente di diritto civile all’Università di Torino, dal dott. Carlo Freccero, giornalista, già consigliere di amministrazione della RAI, dal prof. Alberto Contri, Past president della Fondazione Pubblicità Progresso e docente di comunicazione sociale.

Clicca QUI per accedere al portale della raccolta firme

Per attivare la raccolta firme all’interno dei comuni italiani – viene spiegato attraverso il portale – la prima attività richiesta è la vidimazione dei moduli referendari. I moduli possono essere vidimati dai Dirigenti della cancelleria della Corte d’Appello o da un cancelliere delegato; dal Cancelliere capo del Tribunale o funzionario delegato; dal Segretario Comunale capo o un funzionario della segreteria comunale.

Per organizzare un tavolo o un punto di raccolta firme all’interno del proprio Comune (anche in occasione di eventi pubblici) si deve chiedere il permesso appunto al Comune, specificando – spiegano ancora dal portale dedicato al referendum – “che la superficie occupata sarà inferiore ai 10mq”. In questo modo non si pagheranno “tasse di occupazione di spazi e aree pubbliche, ex L. 549/1995”.

Ma anche i professionisti possono, se vogliono, rendersi partecipi, impegnandosi nelle sottoscrizioni presso il loro studio, indicando indirizzo, giorni e orari di ricevimento.

Andrea Ippolito