Si continua a sparare a Torre Annunziata. Ad una settimana dei due fatti di sangue che hanno riportato sotto una cappa di terrore tutta la città.

Questa volta è stato fatto fuoco in periferia, in via Sepolcri, ai confini con Boscotrecase, nell’enclave del clan Limelli-Vangone. Obiettivo del solo colpo di pistola esploso sembrava essere proprio un esponente della famiglia Vangone, che però sarebbe scampato miracolosamente al fuoco rivoltogli contro.


L’episodio avvenuto nei pressi di uno dei locali della zona, luogo notoriamente frequentato anche da diversi pregiudicati. Un episodio che comunque ha tanti punti anomali, per nulla rientrante nei canoni di un agguato di camorra. Un uomo, fermatosi con lo scooter fuori dal locale, dopo aver discusso con alcune persone, ha esploso un colpo di pistola contro un’auto parcheggiata in strada, dandosi poi alla fuga.

Sul posto sono giunti in pochi minuti i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che hanno fatto scattare subito i primi rilievi e avviato le indagini, ascoltando alcuni testimoni e acquisendo i filmati delle telecamere istallate in tutta la zona.


Analizzando con attenzione quanto accaduto, appare subito strano che il proiettile non abbia raggiunto il bersaglio desiderato che era lì ad una distanza irrisoria. L’idea che va prendendo sempre più concretezza sarebbe quella che vedrebbe nell’episodio più un atto intimidatorio nei confronti della persona che si trovava in compagnia di quell’esponente della famiglia Vangone. Un avvertimento: i motivi? Al momento non sono ancora chiari, tutto è ancora al vaglio degli investigatori. Presenti sul posto diverse persone, molti pregiudicati, che pur non riferendo particolari determinanti su quanto accaduto, hanno comunque dato un quadro generale della vicenda accaduta sabato.

Nel frattempo le indagini hanno già dato in buona parte i frutti sperati: già individuata la persona, un pregiudicato, che ha sparato. Nelle prossime ore dovrebbe essere ascoltato negli uffici degli inquirenti oplontini.

Si fa sempre più strada l’impressione avuta subito dagli inquirenti e cioè che non si tratterebbe di un fatto di camorra, anche se maturato comunque in quegli ambienti. Bisognerà anche chiarire il coinvolgimento di alcuni esponenti del clan Limelli-Vangone coinvolti a vario titolo nella vicenda. Di certo questo terzo episodio di fuoco non ha nulla a che vedere con i due raid di una settimana fa conclusisi con il ferimento del giontiano Michele Guarro e l’uccisione dell’uomo legato ai Gallo-Cavalieri.