Benché il dibattito sulla possibile legalizzazione della cannabis sia tornato recentemente d’attualità, in Italia esiste già da diversi anni un mercato di prodotti derivati dalla canapa indiana, ammessi alla commercializzazione per via di alcune peculiarità chimiche e biologiche. Si tratta della cosiddetta ‘cannabis light’, una denominazione ufficiosa che si applica a tutti i derivati della canapa sativa con una percentuale di THC (la molecola che provoca gli effetti psicotropi della marijuana e dell’hashish) prossima allo zero. Tali prodotti sono legalmente reperibili tramite canali di acquisto autorizzati e certificati poiché, in pratica, non sono considerati alla stregua di sostanze stupefacenti. Nella stessa categoria merceologica rientrano anche i semi di cannabis, a proposito dei quali, però, è necessario prestare maggiore attenzione. Di seguito, vediamo perché.

I riferimenti normativi

La legalizzazione della ‘cannabis light’ si deve all’entrata in vigore della Legge n. 242/16, ovvero “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”. L’articolo 2 stabilisce che la coltivazione di Canapa sativa L.è consentita senza necessità di autorizzazione” ai fini della lavorazione e trasformazione per la produzione di alimenti, cosmetici, semilavorati (fibra, canapulo, polveri, cippato,  oli  o

carburanti). La canapa può essere impiegata anche per il sovescio, la realizzazione di coltivazioni didattiche, per la bonifica di aree inquinate, per la bioingegneria e la bioedilizia.

Il dispositivo stabiliva, inoltre, che il livello massimo di tetracannabinolo (THC) consentito negli alimenti venisse individuato dal Ministero della Salute tramite la pubblicazione di un apposito decreto. Quest’ultimo, pubblicato a gennaio 2020, specifica che “gli alimenti derivati dalla canapa sono i seguenti: semi, farina ottenuta dai semi, olio ottenuto dai semi” (Decreto 4 novembre 2019, Allegato I), inclusi i semi lavorati in modo diverso ma non ridotti in farina. La soglia limite di THC indicata dal Ministero (Allegato II) è di 2,0 mg per kg, ossia lo 0,2%.

Utilizzi consentiti dei semi di cannabis

Sulla base di quanto evidenziato fin qui, è possibile stabilire quali siano le modalità di utilizzo dei semi di cannabis che rientrano nel perimetro della legalità. Stando alla normativa, i semi di cannabis possono essere consumati come alimenti, sia interi che triturati o sminuzzati (ossia non necessariamente sotto forma di farina), a patto che contengano una quantità di THC inferiore o pari allo 0,2 %. Lo stesso dicasi anche per l’olio ottenuto dai semi.

Nel caso in cui, invece, i semi siano caratterizzati da una concentrazione di tetracannabinolo superiore, non è consentito utilizzarli a scopo alimentare, né interi né sotto forma di olio o farina. In aggiunta, è ovviamente vietato piantarli per creare una coltivazione di canapa, dal momento che le piantine produrrebbero infiorescenze ad elevato contenuto di THC. È comunque possibile acquistarli per motivi meramente collezionistici.

Per tutelarsi al momento dell’acquisto e conoscere con esattezza le caratteristiche del prodotto, è bene rivolgersi solo ed esclusivamente a rivenditori autorizzati che utilizzano canali di vendita trasparenti. Da questo punto di vista, i derivati ‘light’ della canapa sativa, così come i semi, possono essere acquistati tanto presso i negozi fisici quanto tramite e-commerce specializzati quali Prodotti Cannabis. Data la peculiarità del prodotto, non bisogna mai rivolgersi a privati o altri soggetti rivenditori che non siano autorizzati e certificati e che non siano in grado di fornire tutte le informazioni relative alle caratteristiche del prodotto che si intende acquistare. Ricordiamo che in Italia la detenzione e il consumo di cannabis sono ancora illegali, così come il consumo dei semi ad alto contenuto di THC. Circa la coltivazione per uso personale, nonostante un celebre caso di giurisprudenza (sentenza n. 12348/2020 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione), l’orientamento del legislatore è fortemente sfavorevole a questo genere di utilizzo.