Qualcuno, forse non a conoscenza dei fatti reali, aveva messo in dubbio addirittura l’esistenza del neo presidente Mario Pellerone, che scusandosi di non essere un fantasma s’è presentato al Giraud per mostrare alla città la sua squadra e la società da lui capitanata.

In verità tutte belle persone, tra esse non sembra ci siano avventurieri nascosti. Ognuno ha una vita più che soddisfacente e tutti sono accomunati da incarichi importanti e tra loro, vincolati da una profonda amicizia.

Causa l’assenza di colleghi impegnati in luoghi diversi dall’Eccellenza, ho cercato di fare tutto da solo, quindi mi si perdonino gli errori fatti o evitati. In primis ho avuto l’ardire di chiedere al dott. Pellerone, la possibilità di incatenare questa società alla città, per evitare disgrazie da poco avute. La risposta non è stata negativa, ma non poteva essere altrimenti.

Dopo le ovvie parole, si è passato all’analisi di questa società che si avvale di professionisti impegnati in vari ambiti lavorativi, dal petrolio allo sport. Da sottolineare la presenza del dott. Salvatore Trunfo, manager del sito Mediastar International che gestisce centinaia di calciatori in ogni parte del mondo, oggi anche lui parte di questo team.

Anche la Zeus, nota impresa torrese che opera a livello nazionale ed internazionale nel campo dell’abbigliamento sportivo, ha fatto la sua parte, presentando le nuove divise che rappresenteranno la maglia bianca sui campi da gioco.

Il presidente ha manifestato il suo “manifesto” in tre punti: Vincere, Vincere, Vincere… e non ha continuato (per fortuna). La parola è poi passata al neo allenatore: Roberto Carannante, che conosce il Giraud avendoci giocato in C1 (bei tempi), che ha chiesto altri quattro rinforzi che il direttore sportivo Carmine Palumbo sta già procurandogli.

La salita sarà ardua, la squadra solo adesso si sta allenando e si parte con l’handicap di 6 punti, ma la fiducia c’è e bisogna lavorare molto.

Infine la presentazione dei ragazzi, a cui farà da chioccia il nostro mito, quel Ciccio Scarpa che quando il Savoia chiama, non risponde mai negativamente e vederlo in ottima forma, nonostante i suoi vent’anni siano passati, è di conforto per tutti.

In seguito faremo nomi e cognomi di ognuno, ora mi limito (e te pareva) a dire una mia sensazione che è quella di un piccolo scribacchino, mai servo di nessuno che sa scrivere soltanto col cuore.  Per il momento è proprio come aver piantato un fiore in un vaso. Va annaffiato e poi vedremo: le parole sono belle se le si sanno dire, ma poi bisogna dare la parola ad una sfera di cuoio che rotola in una rete.

Ernesto Limito