Non era facile uscire dal tunnel dello zero in classifica, proprio contro una squadra ben rodata ed in palla come l’Albanova, ma il Savoia visto ieri ha regalato una grande soddisfazione ai propri fan.

Nei primi minuti al 7° con De Stefano ed al 11° con Scarpa su rigore ha collezionato due goal oltre ad un predominio nel gioco fatto di passaggi rapidi e di preziose aperture sulle fasce.

Tra le cose impressionanti, quella di vedere un ragazzino di 42 anni, tale Ciccio Scarpa, districarsi tra le pesanti marcature riservategli, e giocare con tanto entusiasmo: è stato bello. Poi una contrattura l’ha mandato fuori ed al suo posto è subentrato Marzullo che pur assumendo una posizione leggermente più arretrata ha contribuito non poco al gioco dei bianchi.

Poco dopo la gara veniva riaperta da Di Fusco che con una punizione dal limite beffa il pur bravo Landi. Ma non cambia niente.


Si rientra in campo con lo stesso cliché e De Rosa, metà secondo tempo annichilisce le speranze dei casertani siglando il terzo gol biancoscudato.

Il risultato torna in bilico quando Petrone al 75° infila la rete savoiarda ed è tre a due, galvanizzando i suoi compagni che si buttano alla ricerca del pareggio.

Non va come era sperato da mister Illiano e a gara ormai conclusa, al 46° il baby Orefice, subentrato a Russo, mette ancora in rete: finisce così, Savoia 4 Albanova 2.

L’articolo potrebbe finire così ma c’è stato un fatto che fa pensare: il pubblico in un momento di pausa tra un goal e l’altro, ha notato la grande voglia dei ragazzi in bianco nel lottare su ogni pallone. Era da tempo che si aspettava questo momento e tutti all’unisono hanno intonato il grido SAVOIA, con buona pace di chi parla e critica e polemizza sterilmente sul “nome” della squadra.

Ora la società è pronta con l’acquisto di due nuove pedine esperte e qualche altro under da fornire a mister Carannante, anche se bisogna dire che quelli visti in campo hanno fatto un’ottima impressione.

Una sorpresa potrebbe venire in settimana in quanto il D.S. Carmine Palumbo provvederà a chiedere alla Lega una deroga per cambiare subito il nome. In effetti al momento ci sarebbero due squadre, anche se non militati nello stesso campionato, con lo stesso nome, Giugliano 1928, una proprio a Giugliano in Campania e l’altra questa torrese, questo “nuovo Savoia”.

La cosa creerebbe non pochi disguidi a cominciare dalle comunicazioni, dalla posta che quotidianamente viene smistata in maniera errata tra le due società. Sembra pertanto inevitabile ed urgente modificare questa situazione anche se in via del tutto eccezionale. Altra tessera del mosaico è la maglia bianca sulla quale verrà inserito l’antico scudo, al fianco del quale dovrebbe comparire lo sponsor: una società di Bitcoin.

“E vabbuono però m’è piaciuta sta squadra, è ampress ancora ma sempe Forza Savoia”.

Ernesto Limito