On. Berlato: “Il Green pass italiano non rispetta i dettami della normativa europea e della Risoluzione 2361 (2021) del Consiglio d’Europa”

"Alla luce di quanto confermato dalla Commissione europea pretendiamo che il Governo italiano cancelli immediatamente questo odioso strumento di ricatto rappresentato dal Green pass"

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L’europarlamentare Sergio Berlato (Fdi) annuncia che la Commissione europea ha risposto alla sua interrogazione di luglio dove chiedeva una pronuncia sull’uso “improprio e discriminatorio che l’Italia sta facendo del Green pass”.

Il Deputato italiano al Parlamento europeo aveva scritto di aver presentato l’interrogazione alla Commissione europea, cofirmata dal suo collega, Deputato italiano al Parlamento europeo, on. Vincenzo Sofo.

Berlato diceva: “Questa situazione deve cessare il prima possibile, le libertà dei cittadini italiani ed europei non sono negoziabili”.

Il deputato continuava definendo il Green pass una “sorta di apartheid tra vaccinati e non vaccinati” alla quale si aggiungeva “poi anche una discriminazione economica”.

Si spiegava poi nel testo del comunicato stampa che “il costo dei tamponi e la frequenza con cui a causa del Green Pass vengono richiesti comporta costi non indifferenti, che molti cittadini non sono in grado di sostenere”. Berlato riportava quindi:

  • L’art. 36 del Regolamento (UE) 2021/953 prevede esplicitamente la necessità di “evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate”. Permettere alle solo persone munite di Green Pass di svolgere alcune attività relative alla vita quotidiana, come sedere ai tavolini di un bar o di un ristorante, è altamente discriminatorio, oltreché pericoloso. Il messaggio erroneo che si sta diffondendo infatti è “se ti vaccini, non puoi essere contagiato e non puoi trasmettere il virus ad altri”. È invece scientificamente dimostrato che coloro che si sono vaccinati possono essere portatori del virus COVID-19 e trasmetterlo agli altri tanto quanto coloro che non possono o non vogliono ricevere queste terapie geniche autorizzate al fine emergenziale. Basti pensare a quanto accaduto in Olanda dove, a seguito di una grande manifestazione a cui hanno avuto accesso solo vaccinati e tamponati, è scoppiato un focolaio.



La risposta della Commissione europea

“La Commissione europea risponde alla nostra interrogazione depositata il 28 luglio 2021, con la quale chiedevamo che la stessa Commissione si pronunciasse sull’uso improprio e discriminatorio che l’Italia sta facendo del Green Pass”, avvisa Berlato.

“La Commissione sottolinea – prosegue l’europarlamentare – come il certificato COVID digitale dell’UE miri ad agevolare il diritto alla libera circolazione all’interno della stessa. Per garantire questo diritto a tutti, soprattutto alle persone non vaccinate, il regolamento UE 953/2021 istituisce un quadro a livello europeo per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati relativi non solo alla vaccinazione, ma anche ai test e alla guarigione dal COVID-19″.


“In base a quanto stabilito dalla Commissione europea l’uso nazionale dei certificati Covid-19 per scopi diversi da questo non rientra nell’ambito di applicazione del regolamento UE 953/2021, di conseguenza, il Green pass italiano non rispetta i dettami della normativa europea e della Risoluzione 2361 (2021) del Consiglio d’Europa“, specifica ancora il deputato che è anche membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei.

Berlato aggiunge ancora: “Alla luce di quanto confermato dalla Commissione europea pretendiamo che il Governo italiano cancelli immediatamente questo odioso strumento di ricatto rappresentato dal Green Pass anche in considerazione del fatto che quello italiano è l’unico Governo al mondo a pretendere l’esibizione del Green Pass per chi deve andare a lavorare”.

Andrea Ippolito