L’imprenditore Adolfo Greco (conosciuto come il “re del latte”) è stato condannato a 8 anni di reclusione in primo grado, con l’accusa di estorsione perpetrata ai danni di altri imprenditori di Castellammare e dei monti Lattari, con l’ausilio dei clan D’Alessandro, Cesarano e Afeltra – Di Martino.

Si chiude così il primo round giudiziario del processo Olimpo, che vede alla sbarra (oltre a Greco) anche diversi esponenti dei clan camorristici del territorio. A fronte dei 12 anni richiesti dal pm dell’Antimafia Giuseppe Cimmarotta, il re del latte è stato dunque condannato ad 8 anni in primo grado nell’ambito del processo Olimpo, relativo ai legami tra imprenditoria e ambienti criminali nell’area stabiese.


Il presidente del collegio dei giudici della prima sezione penale del tribunale di Torre Annunziata ha emesso ieri pomeriggio la sua sentenza, accusando Greco di essere estortore e nello stesso tempo vittima delle tangenti che il clan D’Alessandro, i Cesarano e gli Afeltra – Di Martino imponevano ad imprenditori e commercianti del territorio. Con lui è stato condannato a 9 anni Luigi Di Martino (alias o’profeta) ritenuto ex reggente della cosca dei Cesarano. Per il ras del clan di Ponte Persica l’accusa è di tentata estorsione.


Condannati anche Michele Carolei a 6 anni e 3 mesi, Raffaele Carolei a 6 anni e 2 mesi, fratelli del ras Paolo ritenuto vicino ai D’Alessandro.

E’ stato condannato invece a 6 anni e 6 mesi Umberto Cuomo, residente ad Agerola.

La sentenza di ieri pomeriggio inoltre stabilisce che il Comune di Castellammare di Stabia sarà risarcito per il danno di immagine dovuto alle condotte criminali che hanno portato le forze dell’ordine e la magistratura ad avviare un’importante operazione di indagine e di polizia sul territorio cittadino, culminata nel processo Olimpo.


L’importo del risarcimento del danno verrà liquidato in una successiva parte civile. A sancirlo è stato il tribunale di Torre Annunziata, che ha emesso ieri la sentenza nei confronti degli imputati.

“Il 21 giugno 2019 avevo dato mandato all’ufficio avvocatura di costituire il Comune come parte civile nel processo penale – afferma il sindaco Gaetano Cimmino – Un atto di verità, giustizia e trasparenza per la mia città. Come sindaco ho il dovere di salvaguardare l’immagine di Castellammare, un’attività imprescindibile per la mia amministrazione il cui operato è da sempre volto alla trasparenza e alla legalità in tutte le sue forme. Grazie alla magistratura e alle forze dell’ordine – continua – per il lavoro certosino e prezioso che svolgono ogni giorno per il ripristino della legalità sui territori. Lo Stato c’è, noi ci siamo e stiamo lavorando assiduamente per dissipare il clima di ombre e sospetti che per troppi anni ha aleggiato sulla nostra città”.



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