Oltre 1000 positivi in Campania dai tamponi molecolari. Ecco il vero tasso di positività!

Non intendiamo assolutamente fare allarmismo, ma solo provare a dare una lettura chiara e corretta della situazione del contagio da coronavirus in Campania

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Tornano sopra quota mille i nuovi contagiati nella giornata odierna. Nelle ultime 24 ore sono stati 1.037 i casi positivi al Covid su 32.539 test lavorati, tra tamponi molecolari e test antigenici rapidi. Negli ultimi dieci giorni sono stati accertati 7.948 nuovi contagi.

In pratica quasi tutti i numeri della Campania oggi risultano in salita, dai positivi evidenziati oggi ai posti occupati negli ospedali regionali.

In questo nostro report e in tutti quelli che produrremo nei prossimi giorni abbiamo però deciso di analizzare solo i dati dei tamponi molecolari, metodo utilizzato anche dalla Regione Campania fino ai primi giorni di agosto quando poi la decisione fu di uniformarsi all’andazzo nazionale e diluire i dati percentuali sommando ai molecolari anche i test antigenici rapidi che, numeri alla mano, non segnalano alcun positivo ormai da oltre sei mesi.





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I tamponi molecolari oggi sono stati 15.364 e proprio da questi sono stati evidenziati i positivi di oggi.

A questi tamponi, come è ormai prassi, sono stati sommati 17.174 test antigenici, che non danno mai positivi da ormai sette mesi.

 

E quindi anche oggi abbiamo preso in considerazione i soli tamponi molecolari processati, e non il totale “misto” segnalato dalla Regione.

Il tasso di positività che ieri, stando ai nostri calcoli sui soli molecolari, era al 5,56%, oggi risale di oltre un punto percentuale e arriva a 6,75%, molto superiore, più del doppio, a quello che risulterebbe dai dati diluiti presenti sulla comunicazione dell’Unità di Crisi, che parla di 3,1%

Non intendiamo assolutamente fare allarmismo, ma solo provare a dare una lettura chiara e corretta della situazione del contagio da coronavirus in Campania.




A nostro modo di vedere, il dato regionale tende a diluire la percentuale per evitare il rischio chiusure e limitazioni, stessa cosa, in effetti, accade in tutta Italia, ma il dato attendibile forse è proprio questo che stiamo elaborando nei nostri report. Una modalità, quella che abbiamo utilizzato, adottata anche dalla Regione fino alla prima settimana di agosto, poi quella che noi chiamiamo la “svolta della felicità“, dati diluiti e tutti contenti.

Sono stati 5 i decessi, relativamente alla giornata di ieri. Sale così a 8.159 il totale delle vittime dal marzo 2020. Sono state invece dichiarate guarite 611 persone, per un totale di 458.295.

I pazienti ricoverati con sintomi in Campania sono  296 (-1). Sono 24 i posti letto occupati in terapia intensiva, 3 in più rispetto al giorno precedente (sull’intera rete ospedaliera sono disponibili e/o attivabili 632 posti letto su 656).

I degenti nei reparti ospedalieri dedicati al Covid sono 296, 1 in meno rispetto al giorno precedente (la riserva è di 2.864 posti letto sui 3.160 disponibili tra strutture pubbliche e private convenzionate). L’escalation in corso in Campania riguarda l’intero territorio nazionale.



I casi di persone attualmente positive sono 13.217 (+421) contro 479.671 casi totali dall’inizio della pandemia, mentre 12.897 (+419) si trovano in isolamento domiciliare.

Si punta sulla terza dose vaccinale per arginare la quarta ondata, che in altri Paesi europei produce diverse decine di migliaia di casi al giorno.

“Fare subito la terza dose o dovremo richiudere ancora una volta l’Italia e la Campania, cominciando dalle scuole”, ha ammonito il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che poi ha criticato l’attendismo del Governo nazionale, che ha programmato solo dal primo dicembre le disposizioni per la terza dose dai quarant’anni in su.

Intanto il Governo si prepara a ridurre la durata del Green pass, collegandolo alla copertura vaccinale. La certificazione verde potrebbe scadere dopo nove, o addirittura dopo sei mesi, in base al decreto prossimo all’approvazione.

La spinta virale del Covid-19 preoccupa le Regioni, che temono di finire in zona gialla e arancione nel periodo natalizio. Potrebbe però essere adottato il modello austriaco, un lockdown limitato alle persone non vaccinate nelle zone dove si registreranno picchi di contagio.