Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne”. Questa la celebre frase di Maya Angelou poetessa statunitense che oggi ha simboleggiato quella che è diventata la giornata mondiale per la lotta e l’eliminazione della violenza di genere.

In tutta Italia il 25 novembre è la giornata simbolo per ricordare che il numero dei femminicidi continua a crescere in maniera esponenziale nonostante le incessanti campagne di sensibilizzazione sociale.

Anche a Pomigliano nello storico teatro Gloria, le istituzioni e le scuole cittadine hanno voluto ricordare tutte le vittime della violenza. Tra le scuole locali presenti in sala l’Istituto superiore di secondo grado il Liceo Matilde Serao con il Liceo classico Vittorio Imbriani, la scuola media Omero e IC D’Acquisto-Leone.

A distanza di un anno dall’istituzione della panchina rossa in piazza Municipio, l’amministrazione ha promosso una manifestazione in presenza che ha coinvolto tutte le parti sociali e istituzionali. Due ore nelle quali la politica, le forze dell’ordine e le associazioni territoriali hanno interagito con gli alunni e i docenti delle scuole, con racconti di esperienze professionali supportati da video toccanti che hanno commosso la platea, il tutto nel rispetto delle norme anti-Covid. L’evento è stato moderato dal consigliere comunale Marianna Mamma.

Sono intervenuti: Salvatore Esposito, assessore alle politiche sociali e lavoro; Salvatore Cioffi, presidente del consiglio comunale e il sindaco Gianluca del Mastro.

Hanno raccontato la loro esperienza sul territorio la dottoressa Afrodite Esposito, psicologa e responsabile del Centro Antiviolenza Artemisia che è nato nel 2015 da un progetto dell’ambito 25, che allora coinvolse i comuni di Sant’Anastasia e Pomigliano.

Grazie ad uno staff di professionisti tra legali, medici e assistenti sociali il centro Artemisia in questi anni ha effettuato diversi interventi in difesa delle donne che si sono rivolte alla struttura per denunciare le violenze subite. Spesso questi interventi sono stati determinanti, come testimonia una delle donne accolte dai programmi di protezione e integrazione, protagonista anonima di una video testimonianza presentata al pubblico.


Accanto alla psicologa Gelsomina Romano Dirigente dell’area 5 del comune di Pomigliano, per le forze dell’ordine, che sono impegnate sul territorio in difesa della legalità, hanno lasciato la loro testimonianza e i loro moniti alle future generazioni il Comandante della Polizia Locale Luigi Maiello, il Comandante della stazione dei Carabinieri di Pomigliano Valerio Scappaticci e il Maggiore Marco Califano, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Castello di Cisterna e infine la dottoressa Lisa Di Meo Ispettore della Polizia di Stato.

Di grande impatto ed empatia l’intervento del giovane Comandante Marco Califano, che in maniera semplice ha spiegato che: “Ci vogliono tre condizioni per affrontare e vincere la battaglia contro ogni forma di violenza di genere, la consapevolezza che si sta verificando un atto di violenza verso la propria persona o su qualcuno che ci sta vicino o si conosce, la conoscenza delle dinamiche sociali che attanagliano questi fenomeni e l’indignazione quando ci accorgiamo di ciò che sta accadendo intorno a noi e da qui trovare la forza di denunciare”.



In questa giornata non poteva mancare la squadra di calcio femminile ASD Pomigliano che ha aderito alla campagna di sensibilizzazione #liberediessere. L’avvocato Gaia Apicella, capitano della squadra, ha raccontato la sua esperienza e militanza di questi anni in uno sport che da sempre ha una lettura solo maschile, il calcio professionistico: “Ancora oggi è difficile per una donna che intraprende una carriera calcistica potersi affermare o avere gli stessi privilegi di un calciatore di sesso maschile, soprattutto perché le società femminili all’interno della federazione calcistica sono discriminate rispetto a quelle maschili, sono queste le barriere sociali e gli stereotipi che ancora devono essere superati affinché si arrivi ad una vera e propria parità di genere che isoli le dinamiche di violenza”.

Per completare gl’interventi delle forze politiche impegnate da sempre in questo ambito, sono intervenute la Dottoressa Valeria Fascione assessore alla Ricerca, Innovazione e Start up, e il vice presidente del Consiglio Regionale Campania, Valeria Ciarambino, che dichiara, nel suo intervento di chiusura alla manifestazione: “Oggi a Pomigliano con i rappresentanti istituzionali e tanti ragazzi della mia comunità ho vissuto momenti di grande emozione. Questa giornata è nata per eliminare la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, a distanza di 20 anni purtroppo le statistiche ci dicono che il numero di feminicidi in Italia è cresciuto in maniera esponenziale soprattutto durante e dopo la pandemia, abbiamo sfiorato numeri allarmanti. Questo significa che c’è ancora tanto da fare, anche a livello normativo, per eliminare i fattori discriminanti troppo radicati nello status sociale del nostro paese. Solo una donna libera e indipendente è più forte del suo aguzzino e potrà ribellarsi alla violenza e la politica, su questo, è chiamata a fare la sua parte”.


Senza alcun dubbio la parte più toccante della manifestazione ha riguardato l’intervento degli alunni delle scuole. I ragazzi dell’IC D’Acquisto-Leone in rappresentanza dell’intero istituto hanno preparato una vera e propria manifestazione nella manifestazione, il messaggio lanciato dai giovani è stato racchiuso nello slogan “Nemmeno con un fiore” perché le donne non si toccano. Gli studenti hanno scritto su uno striscione questo messaggio, con il supporto della loro docente sono partiti dall’istituto, sfilando per le strade cittadine nonostante le pessime condizioni metereologiche, passando dal municipio fino ad arrivare al teatro. Verso fine manifestazione un gruppo è salito sul palco dove hanno parlato al pubblico riassumendo con delle slide scritte di loro pugno, l’iter storico sociale e legislativo di questo fenomeno dilagante che ormai è diventata una vera e propria piaga sociale. Questi giovanissimi, sono le generazioni future a cui affideremo la nostra umana eredità, hanno portato il loro contributo di speranza e fiducia per un futuro migliore dove gli uomini e le donne potranno essere uguali per creare un mondo dalle pari opportunità dove la violenza non potrà più mettere radici.

Cinzia Porcaro