Dopo una settimana di numeri astronomici per quel che riguarda i test processati, in maggioranza quelli antigenici rapidi fatti nelle farmacie dai tanti cittadini, o per paura di aver avuto contatto con positivi nei giorni di Natale, o per poter partecipare ai festeggiamenti di Capodanno, oggi tutti i numeri sono in calo, complice il giorno festivo di ieri con le farmacie chiuse.



Tutti in calo tranne la percentuale che sale di tanto anche con i dati annacquati, diluiti, che la Regione Campania ufficializza.

Oggi stando al bollettino dell’Unità di Crisi regionale i test effettuati sono 29.677, un numero molto inferiore rispetto ai giorni scorsi. I positivi riscontrati sono 5.192, contro i 13-14mila degli ultimi due giorni.

La percentuale che risulta oggi da questi dati sale di oltre sette punti percentuali ed arriva al 17,5%. Un aumento importante provocato dai pochi tamponi antigenici rapidi effettuati ieri, solo 12.239 a fronte di numeri 5-6 volte più alti nei giorni scorsi. Oggi sono stati di più i tamponi molecolari processati, 17.438. Molti ma comunque tantissimi in meno rispetto ai giorni passati.




Ad analizzare con attenzione questi numeri e seguendo i ragionamenti che il Gazzettino vesuviano sta presentando da settimane, mesi ormai, ecco come stanno le cose.

Oggi in Campania la percentuale risulta essere tanto più alta perchè essendo pochi i test antigenici rapidi, quelli delle farmacie per intenderci, test che non riscontrano mai positivi, la somma tra positivi da tamponi molecolari e test antigenici non ha diluito a sufficienza i dati e così la percentuale non poteva che salire. La nostra Regione in effetti rileva i positivi solo dai tamponi molecolari, ma poi invece di ottenere il tasso di positività considerando i soli tamponi molecolari per una percentuale reale, vera, seria, preferisce diluirla sommando il numero dei test antigenici, che non dando positivi non ne sommano, ma abbassano notevolmente la percentuale della positività. Quindi più sono gli antigenici più è bassa la percentuale, adottando la strana aritmetica regionale, oggi i test rapidi erano pochi e la percentuale è andata in alto. Perchè questa allegra aritmetica regionale? Perchè una percentuale troppo alta da pubblicare sarebbe quanto meno imbarazzante per tenere ancora tutto aperto. 

In effetti i test antigenici rapidi, in Campania, secondo la tabella per regioni del Ministero della Salute, dal 23 aprile del 2021 non segnalano più un solo positivo. Eppure chi di noi non sa di positivi ai test rapidi, risultati contagiati nelle ultime settimane? Nella grafica invece da aprile i positivi riscontrati in Campania, con questo metodo rapido, sono sempre 11.588 e non aumentano, mai.



Prendendo dunque in considerazione i soli tamponi molecolari, gli unici affidabili, il Gazzettino vesuviano continua a produrre la propria personalissima infografica basata esclusivamente sui tamponi molecolari, dalla quale risulta che la positività odierna è ben oltre il diciassette e mezzo per cento. Il vero tasso di positività oggi risulta essere addirittura al 29,77%. Alla luce degli ultimi dati anche la Campania dovrebbe essere in zona gialla.

Non intendiamo assolutamente fare allarmismo, ma solo provare a dare una lettura chiara e corretta della situazione del contagio da coronavirus in Campania. Restiamo comunque in attesa di una correzione ed una spiegazione da parte di chi produce i dati regionali e pronti a correggere la linea da noi adottata e comunicarlo ai lettori.



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L’imbroglio dei numeri Covid della Campania. Il vero tasso di positività al 21,67%



Intanto negli ultimi 10 giorni sono stati accertati 75.405 nuovi contagi, mentre sempre nello stesso periodo sono stati registrati ben 90 decessi.



Negli ospedali regionali sono 55 i posti letto occupati in terapia intensiva, lo stesso numero rispetto al giorno precedente (sull’intera rete ospedaliera sono disponibili e/o attivabili 601 posti letto su 656). I degenti nei reparti ospedalieri dedicati al Covid sono 718, 32 in più rispetto al giorno precedente (la riserva è di 2.442 posti letto sui 3.160 disponibili tra strutture pubbliche e private convenzionate).

In Italia sono rimaste contagiate 61.046 persone e 133 sono i morti accertati. Il Governo valuta ulteriori misure restrittive, alla luce dell’impennata dei contagi, che ha portato il totale degli italiani attualmente positivi a oltre un milione. L’autorità sanitaria e le Regioni stanno concordando anche le misure da adottare per la ripresa scolastica.