Dopo i primi turni preliminari, in Coppa Italia entrano in gioco le big, le prime 8 della scorsa stagione, e il Napoli si ritrova a fronteggiare l’avversario forse più scomodo delle non teste di serie: al Maradona arriva la Fiorentina.

Una squadra completamente rimaneggiata rispetto alla passata stagione, con la cura Italiano ha trovato un mix di bel gioco e spazio ai giovani che fanno ormai parte del calcio moderno, calcio che l’ex Spezia ha già sposato nella scorsa stagione proprio alla guida della formazione ligure. E se pochi mesi fa i viola si ritrovavano in piena lotta salvezza, adesso l’Europa non sembra più un sogno.



I toscani stanno viaggiando quindi con il vento in poppa, guidati anche da un Vlahovic straordinario che sta continuando partita dopo partita a stupire sempre di più, con una freddezza sotto porta a dir poco glaciale. Un anno fa questa partita poteva dirsi una passeggiata per il Napoli, ora è tutt’altro.

In caso di vittoria, il Napoli se la vedrà ai quarti di finale contro l’Atalanta che ha vinto con il Venezia.

Spalletti, seppur senza diversi componenti (sia Osimhen che Lozano sono guariti dal Covid, ma probabilmente indisponibili per domani), riuscirà ad effettuare in un modo o nell’altro il turnover tipico della Coppa Italia.



Fra i pali Ospina, come sempre, mentre in difesa spazio a Zanoli e Tuanzebe, entrambi alla prima da titolare in maglia azzurra, affiancati da Rrahmani e Juan Jesus. Torna a disposizione Fabiàn Ruiz in mediana, dove farà coppia con Lobotka. Per quanto riguarda la trequarti Spalletti preferisce non rischiare Insigne dopo il risentimento muscolare accusato domenica, al suo posto Elmas, mentre sulla fascia opposta Politano. Trequartista nuovamente Mertens, pronto a scardinare la difesa viola insieme a Petagna, che agirà da punta.




Vincenzo Italiano si affida al suo solito 4-3-3 per riscattare il bruttissimo poker rimediato in casa del Torino: a difesa della porta Dragowski, coadiuvato dai difensori Venuti, Milenkovic, Nastasic e Terzic. A centrocampo si alza ancora di più l’asticella, con la qualità di Castrovilli, la quantità di Pulgar e il talento del giovane Maleh. Le ali d’attacco dovrebbero essere Ikonè e Saponara, mentre a sorpresa Vlahovic viene lasciato in panchina: al suo posto il neo-acquisto Piatek, che come ben sappiamo ha lasciato un gran segno in Italia, specialmente in maglia genoana.

Non è certo la priorità, ma la Coppa Italia rappresenta un torneo in cui il Napoli ha tutti i mezzi per competere: inoltre, la difficoltà di campionato ed Europa League (anche se il trofeo iridato e la competizione europea restano in discussione, vista la qualità di quest’anno) possono rendere questo torneo il più abbordabile per gli azzurri, a caccia del loro settimo successo. Tutto parte dalla Viola.

Giuseppe Garofalo