Per molte imprese italiane l’export ha giocato un ruolo letteralmente salvifico durante la pandemia da coronavirus: non stupisce, così, che internazionalizzare sarà per molti business la parola d’ordine nell’immediato futuro e, molto più pragmaticamente, una strategia utile a salvare fatturato e posti di lavoro. Come si può, però, rendere più internazionale la propria azienda? Ecco tre mosse da cui partire.

Da dove partire per rendere più internazionale la propria azienda? I primi tre step

Cura i rapporti con i big spender esteri o trovane di nuovi – Molte aziende hanno la fortuna di poter contare già su una nutrita base clienti fuori dall’Italia e che ci siano al suo interno soggetti propensi ad acquistare di più o più frequentemente i propri prodotti o servizi: investire sui i rapporti con questa tipologia di acquirenti è un buon primo passo per solidificare la propria posizione sul mercato estero e, perché no, provare a espanderla. Altre realtà partono, invece, da zero nella sfida dell’internazionalizzazione e il passo più difficile da compiere è, in questo caso, proprio cominciare a ricavarsi una nicchia di acquirenti al di fuori dei confini nazionali: accorgimenti semplici come una buona rete di distributori su cui contare o, ancor di più all’inizio, un e-commerce con impostazioni per la spedizione anche al di fuori dell’Italia possono aiutare a rendere più internazionale la propria azienda nonostante le sue piccole dimensioni, la sua conduzione familiare, il suo essere radicata sul territorio, eccetera.

Parla la lingua dei tuoi acquirenti – Non è difficile capire perché se si vuole vendere anche all’estero tramite un negozio virtuale è necessario che dello stesso esistano versioni in più lingue o, almeno, una versione in inglese facile da navigare anche per chi non conosca l’italiano. Meno immediato è invece rendersi conto di quanto è importante che tutti i propri materiali di comunicazione, dal sito web alle brochure e i cataloghi, siano tradotti e adattati nelle diverse lingue parlate dai propri acquirenti o dagli acquirenti del mercato in cui si vuole espandere la propria presenza: solo in questo modo ci si rende trovabili, si rende trovabile la propria offerta di prodotti e servizi a un pubblico internazionale. La buona notizia è che non mancano oggi esperti, come quelli di Espresso Translations, che guidano le aziende in questo aspetto dell’internazionalizzazione facendosi carico di traduzioni aziendali, traduzioni commerciali, traduzioni di siti web e via di questo passo.

Punta su una cultura aziendale più globale – Certo non succede di rado che anche una campagna pubblicitaria ben tradotta da traduttori professionisti non abbia risultati neanche lontanamente paragonabili a quelli originari: la principale ragione sta nel fatto che, come dei veri professionisti del settore sanno bene, a lingue diverse corrispondono anche culture, filosofie e stili di vita, abitudini di consumo diversi. Il più delle volte, così, per le aziende internazionali si pone il problema di adattare ogni singola strategia di comunicazione o di vendita alle buyer personas a cui si intende parlare. La conseguenza non meno diretta per chi vuole rendere più internazionale la propria azienda è, però, la necessità di puntare su una cultura aziendale che sia a monte più inclusiva e votata alla diversity. Coinvolgere i propri manager in esperienze lavorative o di scambio con realtà estere dello stesso settore può aiutare in questo senso, almeno quanto lo fa assumere dipendenti e collaboratori stranieri che possano portare un punto di vista differente all’interno dell’azienda.