“Il giorno della memoria non è un appuntamento qualunque. Quanto è accaduto nei campi di sterminio durante la seconda guerra mondiale, ha qualcosa di unico, talmente inimmaginabile che esige di essere riportato continuamente in superfice: l’impossibile è successo, non c’è spiegazione che tenga. È stato superato il limite umano dell’odio, sentimento negativo capace di seminare dolore e morte. Dopo Auschiwtz, anche il silenzio dinanzi alla sofferenza innocente e alla morte tragica, non basta per onorare i milioni di esseri umani che non sono tornati” – le parole di Mons. Francesco Alfano, in ricordo della Shoah.




Abbiamo il dovere di ricordare, non per mettere a tacere la coscienza, ma per evitare che possa ripetersi quanto non doveva avvenire. A tal ragione, invito ciascuno di voi a fare tesoro di un’importante testimonianza rilasciata alla nostra Arcidiocesi. La parrocchia di San Giovanni Evangelista a Bonea, che da anni propone una serie di iniziative volte a ricordare il giorno della memoria, quest’anno ha avuto il privilegio di intervistare Edith Bruck, scrittrice e testimone dell’olocausto, una donna straordinaria che io stesso ho avuto l’onore di conoscere lo scorso anno.



Come cittadini abbiamo la responsabilità di costruire un mondo basato sul rispetto della dignità di ogni essere umano, come cristiani abbiamo un motivo in più per reagire dinanzi alla tentazione che seduce coloro che fanno fatica ad accettare la diversità: Cristo è morto per tutti e con la sua risurrezione è nato un popolo nuovo che non conosce barriere di razza, lingua e nazionalità. Restiamo uniti in ciò che abbiamo di più prezioso: la Vita, dono di Dio, nessuno dovrebbe mai toccarla come se ne fosse padrone” – conclude.