Le cose migliori sulla Giornata Internazionale della Donna oggi le ho lette ed ascoltate dalla mia fidanzata e da un post video, entrambi su Facebook. La mia fidanzata scrive “Ho un’opinione su tutto, ma non per forza voglio dirla”. Assurdo, in un mondo dove tutto deve essere per forza messo in mostra. Opinioni, foto, video, miliardi di parole spese senza un motivo.

Avere qualcosa da dire e saperlo dire

Spesso mi ritrovo in discussioni in cui affermo convinto che è bene che scrivano, parlino, girino film solo e solamente persone che hanno qualcosa da dire e che sappiano come dirlo. Dire sempre la propria risponde ad un bisogno che non esiste. Sembrano passati mille anni da quando ci si batteva per la privacy. Un argomento che, tra pandemia e guerra, non sembra importante più nessuno. Se non ad assurdi meccanismi burocratici.

La Giornata Internazionale della Donna

La seconda cosa migliore che ho recepito oggi proviene da uno di quei video che “spiegano” le origini di qualcosa. Non è che non voglio citare l’autore o la pagina, è che il contenuto si è semplicemente perduto nella timeline e non sono stato in grado di ritrovarlo. Mea culpa. Ma torniamo al punto. Il video si chiudeva con la considerazione che la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo ha come obiettivo ultimo quello di non esistere più.

Mimose e donne ucraine

Uno schiaffo in faccia, mi si è acceso il cervello. Ho pensato alle mimose, alle donne ucraine e alle donne afghane, alle donne del mondo che si battono per la propria terra e per i propri diritti. Non avevo minimamente preso in considerazione che la Giornata Internazionale della Donna avesse il fine di non esistere. Eppure, è così ovvio, e così nobile.

Addio

Come un guerriero che lotta per amore del suo popolo e della sua terra. Non importa se alla fine il suo corpo esisterà ancora. Basterà il ricordo di quella lotta e di quel sacrificio per spingere altri guerrieri ad esistere, a preservare i propri diritti, la propria terra. Un futuro luminoso in cui diremo addio alle disparità, alla violenza, ai soprusi. Un futuro prossimo in cui diremo addio alla Giornata Internazionale della Donna.

Francesco Ferrigno