Noci di Sorrento, olio extravergine di oliva DOP Penisola sorrentina, provolone del Monaco dei Monti Lattari e basilico napoletano, sono questi gli ingredienti con cui è prodotto il Pesto Sorrentino, ideato, realizzato e confezionato, con marchio Basilico Italia, a cura di Maurizio Mastellone, patron del Bistrot.

In vista della primavera e dell’arrivo delle nuove proposte stagionali, Basilico Italia propone un menu degustazione caratterizzato dalla fragranza del suo Pesto, dai prodotti ortofrutticoli locali e, naturalmente, dai lievitati, che sono tra gli elementi imperdibili dell’offerta del Bistrot Pizzeria, in pieno centro, sul corso principale di Sorrento.



L’antipasto è composto da mozzarelline ripiene di Pesto sorrentino e accompagnate da verdure grigliate, dal Tris di Montanarine Sorrento, condite con: pesto e noci di Sorrento; ricotta e limone grattugiato; pomodoro Principe di Sorrento e basilico.

Il menù continua con Ravioli al Pesto sorrentino: pasta all’uovo ripiena di ricotta e Pesto sorrentino e condita con noci e Provolone del Monaco DOP e con uno Gnocco di farina e patate, ripieno di ricotta e Pesto Sorrentino e condito con sugo Principe di Sorrento.

Gli assaggi di pizza includono tranci de La Siciliana, con crema di melanzane e provola; La Neranese, con crema di zucchine, chips di zucchine e scaglie di provolone del Monaco e, naturalmente, La Pesto Sorrentino, con pesto, noci e fiordilatte.



Il dessert che conclude il percorso a “traccia territoriale”, è una caprese agli agrumi, l’aromatica “Profumi di Sorrento”.

In carta troviamo oltre venti pizze al forno, suddivise tra Classiche, Speciali e Pizze di Stagione, rigorosamente realizzate con impasti lievitati per 24 ore, a temperatura controllata; le Montanare, disponibili anche nella versione “al forno”, e Le Fritte tout court.

“Abbiamo messo a punto questo nuovo menu degustazione per far conoscere il nostro Pesto Sorrentino, che è un prodotto in cui crediamo molto – dice Maurizio Mastellone – Per il resto, continuiamo a puntare sui prodotti e sui produttori locali. Con l’impegno, in un periodo di forti trasformazioni, di calmierare il più possibile i prezzi in carta.”