L’ex consigliere Domenico Elefante: “Creare opportunità per il rilancio di Santa Maria la Carità”

"Non con chiacchiere ma con azioni concrete. Sono stati persi molti anni, tante le opportunità svanite, ora occorrono fatti concreti. Bisogna reagire anche alla luce di questo momento storico di crisi mondiale"

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Abbiamo avuto il piacere di intervistare Domenico Elefante, ex consigliere di Santa Maria la Carità e due volte candidato sindaco, il quale ha risposto cordialmente ad alcune nostre domande.



Lei non è presente in questa amministrazione, come giudica dall’esterno il suo operato? Migliorerebbe qualcosa?

“Per mia scelta personale di coerenza e di responsabilità ho deciso di stare fuori dalla scena politica e di dedicandomi di più alla mia famiglia, alla professione ed anche un po’ a me stesso.  Ritengo che ci sia una netta supremazia di un sistema a Santa Maria che ha monopolizzato la politica sammaritana negli ultimi venti anni. Quando assunsi il ruolo di consigliere comunale, dovetti lottare duramente per ottenere provvedimenti volti a creare una gestione del territorio che potesse rappresentare un potenziale volano di sviluppo economico del Paese.

Purtroppo per valorizzare un territorio occorrono idee e progetti, ma anche regole. Abbiamo un piano regolatore, che ritengo inadeguato, inopportuno e obsoleto, per cui si sono persi decenni senza ridisegnare la programmazione per la crescita e lo sviluppo del territorio. Molte sono le opere pubbliche ancora ferme da anni. Senza una adeguata programmazione non ci sarà né sviluppo né futuro.

Una delle mie battaglie, tra le tante quella per cui vado più fiero, fu la fuoruscita di Santa Maria dai vincoli ambientali e paesaggistici prima e dal P.U.T. (Piano urbanistico territoriale) nel 2014, dopo. Ciò ha permesso di evitare molti abbattimenti di case e di costruirne altre”.

Santa Maria è al centro di grandi realtà turistiche (Pompei, Sorrento, Costiera Amalfitana, Napoli), potrebbe diventare un polo di ricezione turistica, ma bisogna creare le opportunità, le giuste attrazioni, perché questo avvenga.

Governare un territorio significa essere in grado, in piena autonomia, di obbedire a logiche di coerenze per fare in modo di applicare il senso della democrazia, che secondo il mio parere rispecchia uno strumento di “libertà” che esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi. Bisogna dare al paese prospettive migliori. La mia preoccupazione riguarda soprattutto l’allontanamento dei giovani dalla politica e in generale da Santa Maria la Carità, per questo sono preoccupato come padre, come professionista, ma soprattutto come cittadino sensibile ai problemi del paese”.




Pensa che Santa Maria la Carità stia offrendo giusti servizi ai giovani? Vede possibile per i giovani un futuro a Santa Maria la Carità?

“Santa Maria la Carità non ha e non ha ancora creato oggi le condizioni per assicurare un futuro roseo ai giovani.

Bisogna pensare a strategie su scelte concrete e serie, affinché i giovani possano restare a Santa Maria, altrimenti assisteremo sempre a fughe di giovani laureati verso l’esplorazione di nuove frontiere.  Dobbiamo far decollare il territorio, sfruttando tutte le sue potenzialità. Valorizzare le eccellenze del territorio: abbiamo una floricoltura di pregio che va adeguatamente sostenuta e incentivata. Le ultime amministrazioni, dal 2004 ad oggi, delle quali ho fatto parte anche io, sono state purtroppo manchevoli. Il paese non ha nulla di più di quello che aveva nei primi anni 2000 e devo registrare che molti meriti debbano andare alle amministrazioni precedenti al 2000”.



Sono in corso i lavori al parcheggio nel centro cittadino, lei cosa ne pensa?

Si parla di riqualificare il centro urbano e il parcheggio era un’opera che sarebbe dovuta essere realizzata entro il 2014: già questo dimostra il fallimento della politica, di cui anche io sono stato parte dal 2014 al 2019. L’ingiustificabile ritardo sta creando inevitabilmente dei disservizi al paese. Il tempo incide molto affinché si possa trarre i benefici da un intervento di pubblica utilità.

Bisogna innanzitutto riqualificare il centro urbano con un piano viario adeguato e regolamentare i parcheggi, in maniera che si contemperino i bisogni del cittadino con gli spazi a disposizione con la realizzazione delle strisce blu idoneamente organizzate; pagare poco e avere una migliore qualità del servizio valorizzerebbe il centro urbano ed eliminerebbe le soste selvagge. Ritengo sia ingiusto che molti parcheggino le auto per giornate intere, mentre altri che magari devono fare delle commissioni non trovino spazi per parcheggiare anche pochi istanti. Tutto questo crea disservizi e danneggia molto le attività commerciali del nostro comune. Non è un pregio il fatto che a Santa Maria non si paghi il parcheggio, anzi è un esempio di inciviltà nel terzo millennio, soprattutto se i costi di gestione ricadono tutti a carico dei cittadini”.



Distaccandoci un po’ dal territorio, gli ultimi tempi a livello mondiale non sono molto lieti, veniamo da due anni di pandemia e c’è una guerra in corso in Europa. Quali sono le sue riflessioni su questi avvenimenti?

“Veniamo da una grave crisi epocale, di dimensioni mondiali, quella generata dalla pandemia. Abbiamo subito molte perdite, anche qui a Santa Maria la Carità sono venute a mancare persone care a tutti e a loro va il mio pensiero grande e una preghiera particolare. Se si pensa che i nostri nonni e genitori ci hanno consegnato la libertà e la democrazia, pagando con la loro stessa vita nel corso di dure battaglie, noi dobbiamo fare di tutto per custodirla.

È ora che si comprenda che anche la comunità europea organizzi un esercito e un sistema di difesa comune per custodire e difendere la nostra libertà e la nostra democrazia.  Credo che questa guerra sia frutto di egoismi e interessi economici di pochi, per i quali stanno pagando molti innocenti, soprattutto bambini e anziani. Io sono per un’immediata mediazione: bisogna arrivare presto ad un cessate il fuoco totale. I responsabili, capi di Stato hanno perso molto tempo, è necessario coadiuvarsi nelle forme di responsabilità per arrivare con mezzi pacifici alla pace!  È la cosa più urgente da fare, ma fino ad oggi non si è ancora visto nessuna azione concreta”.



Per concludere, a fronte della sua esperienza di vita, professionale e politica, quali consigli darebbe ai giovani?

“Voglio raccontare brevemente la mia esperienza. Avevo un impiego di funzionario al comune e, nonostante tutto, per dare una svolta di cambiamento decisi di lasciarlo, ponendo la mia esperienza al servizio della collettività. Dopo tanti impeachment succedutesi alla fine degli anni ‘90 ritenevo di dover fare qualcosa per il mio paese. Alla fine del mio mandato, per coerenza e dignità, ho lasciato definitivamente il mio posto di lavoro al comune dedicandomi all’attività di libero professionista.

Ai giovani suggerisco di non delegare mai agli altri le proprie scelte, le scelte del loro futuro e della loro vita, restando partecipi alla vita politica e sociale della comunità, intraprendendo scelte sane e mai condizionate, guardando al futuro con maggiore ottimismo. In fondo il segreto del cambiamento sta nell’investire le proprie risorse e le proprie energie non combattendo il vecchio, quello finisce da solo perché la gente ormai è stanca, ma nel costruire bene il nuovo”.

Michele Mercurio