Pompei: più di quattromila condoni bloccati da tredici anni? Ecco la ricetta dell’amministrazione

L'amministrazione comunale, per ogni pratica che sarà definita dal nuovo consulente, verserà allo stesso 125 euro netti. Perciò in bilancio è stata infine stanziata una presunta posta totale di circa dodicimila euro

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Per gli oltre quattromila condoni in attesa di risposta ormai da tredici anni, a Palazzo De Fusco arriva il superconsulente. Si tratta dell’ingegnere Paolo Carotenuto, esperto in materia. Dovrà smaltire in un solo anno circa 4500 istanze di condono edilizio presentate da altrettanti residenti nella città di Pompei, ma rimaste senza uno “straccio” di risposta fin dal 2009.

Il nuovo consulente – scelto lo scorso 16 giugno con una determina di affidamento diretto dell’incarico – si occuperà di svolgere per intero l’istruttoria per la “definizione delle pratiche di condono inevase” presentate in città ai sensi delle varie leggi italiane varate ad hoc nel corso del tempo: la 47 del 1985 (governo Craxi), la 724 del 1994 (esecutivo Dini) e infine la numero 326 del 2003 firmata dal governo Berlusconi.

L’amministrazione comunale, per ogni pratica che sarà definita dal nuovo consulente, verserà allo stesso 125 euro netti. Perciò in bilancio è stata infine stanziata una presunta posta totale di circa dodicimila euro. L’ultima mossa, nelle intenzioni dell’esecutivo, servirà anche ad attivare una efficace “funzione di pianificazione territoriale” aiutando gli investimenti strategici nelle future opere di “urbanizzazione di intere zone della città”.

Il boom delle domande per sanare gli abusi edilizi commessi a Pompei, così come per gli oltre 75mila edifici costruiti tra gli anni 60-90 in aree della provincia di Napoli, è sancito dai numeri. Sono oltre 4000 le istanze di condono ufficialmente presentate negli uffici comunali. I procedimenti “in attesa di liquidazione” rappresentano la maggioranza delle pratiche: scartoffie per le quali secondo Vincenzo Ferraioli – ex dirigente poi dimessosi dalla guida del Settore Urbanistico – già nel 2020 era “urgente” una presa di posizione dell’amministrazione comunale. Ma, tuttora, migliaia di richieste sono bloccate.

“E’ colpa anche della nuova classe politica” lamentano diversi cittadini, che ricordano quanto pubblicamente promesso lo scorso anno dall’attuale presidente del consiglio comunale, Giuseppe La Marca: “Sbloccheremo i condoni anche grazie a 15 nuovi dipendenti da assumere all’Utc”.

La definizione delle istanze dovrebbe servire anche a “esercitare in maniera incisiva poteri di repressione” per spiccare nuovi ordini di demolizione. Con gli ultimi due abbattimenti decretati a Marzo, gli ordini di abbattimento a Pompei hanno infranto il tetto record dei 302 immobili finiti complessivamente sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati. E tutto nell’arco di appena quattro anni. Sarebbero altre due le demolizioni già programmate in città dove, lo scorso anno, furono abbattuti il secondo e il terzo piano di una palazzina considerata come abusiva in via Masseria Curato.

Le forze dell’ordine, nel frattempo, continuano a vigilare sulla escalation del mattone “selvaggio” vicino agli Scavi. Un protocollo firmato nel 2005 fra le amministrazioni dei Comuni della “zona rossa” vesuviana e la Procura della repubblica di Torre Annunziata prevede che tutti i manufatti, superiori ai cinquanta metri quadri, qui debbano essere “particolarmente sorvegliati”.