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Il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia alleato con mafia e ‘ndrangheta calabrese. E’ quanto emerge dalle ultime inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che indagano sugli affari e i nuovi rapporti allacciati dalla cosca egemone di Castellammare oltre i confini regionali della Campania. E così, è emerso che la cosca del rione Scanzano avrebbe allacciato dei patti con i clan siciliani e calabresi, incentrati soprattutto sull’importazione ed esportazione di droga.

Il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia alleato con mafia e ‘ndrangheta calabrese

Un filo rosso dunque, che unisce Castellammare alla Calabria e alla Sicilia e che toccherebbe (anche se in misura minore) anche alcune organizzazioni malavitose della Sacra Corona Unita pugliese. Una pista sulla quale stanno lavorando adesso i magistrati dell’Antimafia. Un sospetto, in parte già emerso da alcune delle tante indagini che, nell’ultimo periodo, sono state in grado di assestare colpi durissimi all’impero militare ed economico dei boss di Scanzano.

In particolare, dalle ultime inchieste viene alla luce un patto siglato dai D’Alessandro con la ‘ndrina dei Pesce – Bellocco, con base a Rosarno (provincia di Reggio Calabria), che detta legge nella piana di Gioia Tauro. Un patto d’affari che, secondo l’Antimafia, fa leva sulla compravendita di cocaina e marijuana. Prodotta sulle montagne del Faito e molto richiesta sul mercato illecito calabrese. Ma negli atti della Dda si parla chiaramente di “proficui rapporti” anche con alcuni clan di Cosa Nostra (soprattutto in provincia di Catania) e con la Sacra Corona Unita pugliese.

Un network che coinvolge Italia ed Europa

Contatti che avrebbero consentito ai D’Alessandro anche di estendere i propri interessi oltre i confini nazionali. Arrivando fino in Germania, il vero cuore pulsante dell’economia europea. Secondo gli inquirenti, i D’Alessandro avevano stretto un patto in Sicilia con il clan Santapaola. In particolare, emissari di Scanzano avrebbero “appaltato” alcune forniture di cocaina per conto della mafia della Sicilia orientale.

Un particolare che testimonia come, con il trascorrere degli anni, i D’Alessandro abbiano acquistato sempre più potenza, scalando molte posizioni nella gerarchia dei clan camorristici della provincia di Napoli e di tutta la regione Campania. Secondo gli inquirenti tutte le piazze di spaccio di Castellammare si devono rifornire proprio da Scanzano. E chi proverebbe a smarcarsi, acquistando altrove la droga, finisce per fare i conti con i vertici dell’organizzazione criminale.

GLI APPROFONDIMENTI SULL’INCHIESTA

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